ESCLUSIVA | Alessio applaude D'Aversa: "Ha qualcosa di Conte..."

Il vice storico dell'ex CT esalta anche Faggiano: "Un direttore sportivo che conosce il calcio e ha ambizione". Sul Parma: "Stanno facendo qualcosa di straordinario"

Angelo Alessio - foto Ansa

E’ stata una visita di cortesia, ho rivisto con piacere Roberto. Lo trovo bene, è concentrato sull’obiettivo e  i giocatori pure. Tutto lo staff sta facendo un ottimo lavoro, vorrei fargli i complimenti”. Angelo Alessio, storico vice di Antonio Conte, ha cominciato a camminare da solo. Ha ringraziato l’ex Ct con il quale i rapporti sono ancora ottimi, in fondo Alessio deve tanto a Conte ma anche Conte deve molto a quello che per anni è stato il suo vice. Vittorie pesanti, in Italia e in Inghilterra, l’esperienza fantastica della Nazionale, la prima che ha rafforzato il sentimento comune e ritinto d’azzurro l’orgoglio italiano a Euro2016, in quella che è stata definita la Nazionale dei gregari, dove molti somigliavano a Conte per l’atteggiamento che lui e il suo staff, quindi Alessio, avevano saputo infondere nei giocatori. “Antonio cerca adesso un progetto a lungo termine, non mi chieda dove andrà, so che da venti giorni a questa parte le squadre che sono in difficoltà e che devono ricostruire vengono avvicinate a Conte. Ma non tutto è vero”.

Lei, Alessio, dove andrà?

“Io mi sono slegato da Antonio, ho avuto modo di aggiornarmi, cosa che deve fare ogni allenatore. E fino a febbraio sono rimasto a Londra per guardare da vicino qualche squadra lavorare. Adesso cerco una squadra che mi faccia partire per riprendere il percorso che ho cominciato quando mi ha chiamato Conte. L’ho interrotto per seguirlo, adesso però voglio ricominciare. Ho allenato solo in Serie C, credo di essere pronto. Intanto imparo e giro i centri sportivi”.

A Parma che ambiente ha trovato?

“Roberto è un cultore del lavoro, per certi versi non mi sorprende. E’ stato un buonissimo giocatore, ha trasferito il suo calcio anche nelle metodologie di lavoro. Il suo staff è molto completo, l’ho visto benissimo”.

Che allenatore è D’Aversa?

“Un allenatore in gamba, molto preparato. Ha dimostrato sul campo, con due campionati vinti che sono passati alla storia, di essere un allenatore pronto. L’ho seguito in questi anni, mi piace la sua filosofia”.

Un suo difetto?

“Dovrei studiarlo meglio”.

Un suo pregio?

“Anche qui, ripeto: dovrei studiarlo meglio. Però mi piace il fatto che riesca sempre a mantenere la calma, anche quando è sottopressione rimane lucido. Questo per un allenatore è una cosa ottima. Mantenere la calma anche sotto pressione è una grandissima dote”.

Che idea si è fatto guardando gli allenamenti?

“Sono stato qui solo due giorni, ma l’idea che mi sono fatto è questa: alcuni infortuni hanno penalizzato la squadra e quindi l’andamento generale di un Parma che ha fatto qualcosa di sorprendente. Giocare senza Gervinho e Inglese è difficilissimo. Gli è mancato Bruno Alves, Grassi, gente di un certo livello che per il Parma possiamo catalogare come assenze pesantissime”.

Eppure è sempre soggetto a critiche.

“Chi fa l’allenatore sa bene a cosa va incontro. D’Aversa può piacere o no, ma cosa gli volete dire? Un allenatore che vince per due anni di seguito, come si fa a criticarlo. Sta facendo fatica in A? Non mi sembra, ma ammesso che fosse così, Parma non deve dimenticarsi da dove viene e tutti i sacrifici che la società, i giocatori, gli allenatori hanno fatto per portarla dove è adesso. Noi con la Juventus venivamo da un settimo posto, eppure la gente ci chiedeva di vincere subito. Non è così scontato vincere. Soprattutto non è facile. Lui se si salva ha vinto il suo scudetto”.

Lei conosce benissimo Conte. D’Aversa ha qualcosa di lui?

“Mah, sono molto amici, si conoscono da tempo. D’Aversa qualcosa l’ha presa da Antonio, ma sicuramente porta avanti le sue idee. La cultura del lavoro, l’attenzione per i particolari è più o meno simile. Credo che D’Aversa stia facendo un ottimo campionato, manca poco per raggiungere l’obiettivo, la società e i tifosi possono essere felici di quello che ha fatto D’Aversa”.

Faggiano? Come l’ha trovato?

“Con Daniele ci conosciamo dai tempi del Siena, è un ragazzo per bene, sta facendo un percorso importante anche lui, fantastico rivederlo in alto. Ha preso gente importante quest'anno, ha fatto un grande mercato. Gervinho e Alves sono giocatori forti. Inglese stesso. Tanta roba".

Ma andrà via da Parma?

“Non lo so. Ma non credo, detto tra noi. Parma è l’ambiente giusto per lui in questo momento. Sta crescendo molto, ha una società che vuole essere ambiziosa come lo è lui. Penso rimarrà. E’ un ottimo direttore e in questo caso la società ha fatto la scelta giusta, confermata anche dai risultati. Faggiano è una persona a posto, oltre a essere un grande lavoratore. Nel calcio c’è bisogno di gente giovane ma con la voglia di arrivare”.

Avrà un difetto.

“Cosa le posso dire? Abbiamo tutti dei difetti. Lui professionalmente è il top. Se dimagrisse … Ma a Parma è difficile, si mangia troppo bene”.  

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