ESCLUSIVA | Frey gioca Parma-Genoa: "Partita difficile, D'Aversa mi piace"

Il portiere che con i crociati ha vinto anche una Coppa Italia si racconta da doppio ex: "Ho rischiato molto, ma adesso sto bene e lavoro con i giovani: voglio spiegargli cosa significa essere un portiere"

Sebastian Frey - foto Ansa

L'ultima parata di Sebastian Frey è stata quella più importante della carriera: spettacolare, decisiva. Quella con cui ha respinto un virus che stava per causare al portiere guai belli grossi. Per fortuna tutto si è risolto, ma nel mese di marzo Frey è stato ricoverato d'urgenza in ospedale per colpa di una febbre che non ne voleva sapere di scendere. Colpito prepotentemente, debilitato parecchio, la sua vita è stata messa a rischio. "Per fortuna ora sto bene - dice il portiere in un'intervista esclusiva concessa a ParmaToday.it - tutto si è risolto". Tant'è che si è rimesso in pista prontamente e lo ha fatto nel calcio, che resta la sua vita. 

Frey, cosa sta facendo in questo periodo?
"Stiamo creando una scuola calcio esclusivamente per i portieri , che partirà dall’estate 2020. Vuole sapere come si chiama? La Seba Frey Academy (ride soddisfatto ndc)".

Ha tempo però per seguire il Parma.
"Sì, certo, magari da meno vicino rispetto a una volta ma guardo sempre i risultati".

Parma le è rimasta nel cuore.
"Molto. A Parma ho passato quattro anni bellissimi, abbiamo fatto cose importanti e nonostante le difficoltà che abbiamo vissuto a causa del crac della Parmalat eravamo rimasti tutti. Non era scontato, siamo rimasti anche senza essere pagati per diversi mesi, è stata un'esperienza dura ma che ti arricchisce come uomo". 

Cosa rappresenta Parma per lei?
"Parma dal punto di vista umano significa tanto per me. E' la città in cui è nata la mia prima figlia Elsa, il posto dove ho conosciuto delle persone importanti. Come uomo e come calciatore è stato un trampolino di lancio. A Parma sono diventato un portiere importante e rispettato".

E li ha vinto anche un trofeo in una partita sentita.
"Sì. Partita indimenticabile. La vittoria della Coppa Italia contro la Juventus. Quello è il mio unico trofeo di squadra. Ma più importante è stata la salvezza agli spareggi contro il Bologna. Ricordi indelebili".

Lei è stato anche al Tardini a vedere il Parma, che impressione le ha fatto?
"Una buona impressione. Positiva. Ha vinto tanto in questi anni. D’aversa è un ottimo allenatore, una persona che mi piace. Sono contento di quello che sta facendo". 

Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...

Domenica c'è la sua partita, come la sta vivendo?
"Lo dico subito: ho rispetto per entrambe le squadre, troppo. Per questo spero vinca il migliore. A Genoa ho fatto due stagioni, entrambe complicate perché la squadra non ha reso per come è stata costruita. Ma ho un ricordo bello; ho avuto l’onore di indossare la maglia del club più antico d’Italia ...".

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Tragedia a Pilastrello, auto esce di strada: muore il conducente 51enne

  • Maestra parmigiana litiga su Twitter con un fumettista: poi si incontrano e lo sposa

  • Dal 3 giugno via libera agli spostamenti da Parma nelle altre regioni

  • Fase 2: ecco cosa si potrà fare (e cosa no) dal 3 giugno

  • Coronavirus: a Parma un morto e 4 nuovi casi

  • Coronavirus, 3 giugno: ecco cosa potranno fare da oggi i parmigiani

Torna su
ParmaToday è in caricamento