ESCLUSIVA - Perinetti 'invita' Faggiano a cena: "Prima ti batto..."

"Voglio vincere sabato, così lo sorpasso. Deve rimanere a Parma, sta facendo benissimo"

Giorgio Perinetti - foto Ansa

Giorgio Perinetti è uno che parla poco, preferisce fare, agire. Sembra che questo comandamento lo abbia tramandato anche la suo ‘ragazzo’, Daniele Faggiano che non è più la giovane leva sul quale aveva puntato più di dieci anni fa il direttore sportivo, ma un addetto ai lavori che sa il fatto suo, che si sta affermando e che – probabilmente – è destinato ad approdare in una grande squadra: “Posso solo che essere contento  - dice Perinetti a ParmaToday – per il suo cammino. Ma credo che sia ancora presto per il salto di qualità. Parma e Faggiano sono legati dai risultati, hanno camminato insieme e se posso dargli un consiglio…”.

Prego, direttore.

“Se posso gli dico: resta a Parma con l’ambizione di crescere sempre. Ma avere responsabilità in una grande squadra è diverso che averle in una piazza tranquilla come Parma. A Parma si lavora benissimo, si può fare calcio e se poi si raggiungono i risultati che ha raggiunto lui significa che ha dietro una bella società e delle persone che lo seguono. Quindi: perché lasciare?”.

Parliamo della partita. Che gara sarà?

“Noi siamo in striscia positiva, non abbiamo fatto bene sul piano della manovra nelle ultime due uscite, ma siamo in salute e vogliamo venire  a Parma per fare punti. Al di là della salvezza che è l’obiettivo più importante. Vogliamo provare a vedere se possiamo fare un salto di qualità, superare il Parma visto che lo abbiamo raggiunto e migliorare la classifica. Questi sono i nostri stimoli da qui alla fine”.

Come sta vivendo l’attesa Prandelli?

“Tornare dove si è stati apprezzati è uno stimolo ulteriore per cercare di fare meglio. Prandelli è sereno. E’ uno di esperienza, sta vivendo questo ritorno nel calcio in modo spontaneo, come voleva, come sognava. A Parma lui è di casa, Parma rappresenta qualcosa per lui che forse va oltre al calcio, ma lo vedo bene. Domenica non siamo riusciti a vincere, purtroppo, ma i fischi sinceramente sono stati ingenerosi. E i ragazzi hanno voglia di rifarsi”.

Se lo aspettava di trovarsi in lotta salvezza quando è partito?

“L’inizio è stato positivo, poi abbiamo accusato un periodo molto difficile, abbiamo cambiato allenatore, ci siamo andati a prendere Prandelli che ci ha dato competenza, serenità ed equilibrio. Non ce lo aspettavamo di dover lottare per non retrocedere, ma adesso che ci siamo non bisogna fermarsi mai. La sana paura che predica Prandelli deve aiutarci a stare sereni”.

A dire la verità lei il Parma lo ha incontrato in sede di mercato…

“Con Faggiano avevamo fatto delle ipotesi di mercato, è vero. D’Aversa ha avuto un colloquio con Lapadula che non è stato poi tanto propenso nell’accettare la destinazione Parma. Peccato. Era un’occasione  per lui, sarebbe tornato dove è stato per poco ma con un altro ruolo. Per Lapadula questa era un’occasione d’oro. Anche in estate avevamo parlato di lui, ma poi il Parma andò su Inglese. Un grande attaccante”.

Sabato avrà occasione – tra l’altro – di salutare i suoi rampolli.

“Eh sì, sto diventando vecchio (ride ndc). D’Aversa l’ho avuto come giocatore a Siena. Un ragazzo meticoloso, un professionista. Ci teneva molto, al di là del fatto di giocare o non giocare. Ho un ottimo ricordo di lui. Per quanto riguarda Faggiano, cosa posso dire? Mi è sembrato un ragazzo sveglio, con caratteristiche giuste per il ruolo che sta ricoprendo. Mi ha seguito al Bari e al Siena, abbiamo vinto, poi l’ho consigliato al Trapani dove ha fatto benissimo. Adesso cammina con le sue gambe”.

E con il Parma ha già vinto tanto.

“Tantissimo. Io l’ho vissuto da avversario, ero a Venezia e siamo riusciti a salire tutti e due al primo tentativo il primo anno. Temevo il Parma, dopo il mercato importante che aveva fatto in Lega Pro. L’anno scorso siamo partiti da outsider entrambi, ma poi il Parma ce l’ha fatta, il Venezia no. Lo dico con un pizzico di presunzione: speravo che rimanendo a Venezia potessi fare io quello che ha fatto il Parma. Le dico che avevo ragioni per crederci”.

Lei che conosce Faggiano e il calcio, come giudica questi accostamenti alle grandi squadre?

“Questo fa parte delle dinamiche di calciomercato. Lui ha qualità, ma il mio consiglio è quello di andare in una grande quando si sente veramente pronto. Le grandi società bisogna guadagnarsele. Parma è la sua piazza e adesso che ha vinto perché deve mollare?”.

Magari ne parlerete a cena sabato sera.

“Non so se andremo. Non ci siamo sentiti. Vediamo se fino a sabato ci sentiamo. Si può fare. Daniele fa le cose per bene sdrammatizzando un po’. Questa è la sua dote migliore. In questo mondo ci prendiamo troppo sul serio, lui è uno che fa bene le cose, ma senza prendersi troppo sul serio. Si parla pur sempre di calcio. Daniele è uno puro, nella vita e nel lavoro. Alcuni – se li senti parlare – sembra che discutano dei massimi sistemi con presunzione. Ma sempre di calcio stiamo parlando”.

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