Il mondo del Cardinale: Sepe cuore Napoli, mani sul Parma

Sabato Gigi torna a casa: da tifoso ad avversario, il portiere vuole essere protagonista nello stadio dove tutto è cominciato

Luigi Sepe in uscita - Foto Ansa

Luigi Sepe è la dimostrazione che essere profeta in patria è molto difficile. Lui ha fatto di tutto per diventarlo, ci ha provato con tutte le sue forze, ha aspettato il suo momento che però non è mai arrivato, fino a quando ha deciso di lasciarsi alle spalle Napoli, fare le valigie e partire per trovare fortuna altrove. Un po’ come chi vedeva - nei primi anni del ‘900 - l’America come punto di riferimento e un porto sicuro nel quale approdare. Fino all’anno scorso non aveva perso la speranza di riprovarci, di arrivare a difendere i colori della squadra della sua città e, seppure in prestito tra Fiorentina, Empoli e Parma, coltivava in silenzio il sogno di tornare un giorno per restarci. 

Sabato tornerà a Napoli, lo farà però da ex, perché il Parma dopo la bella stagione dell’anno scorso in cui Sepe è stato un tassello fondamentale per il raggiungimento della salvezza, ha deciso di investire una bella somma sul portiere per affidargli il ruolo di guardiano dei pali comprandolo a titolo definitivo. Un’operazione che nel pacchetto ha compreso anche l’acquisto - sempre definitivo - del suo amico Alberto Grassi e dell’altro che forma il terzetto di ‘partenopei’ a Parma, quel Roberto Inglese che tanto sta mancando ai crociati. 

Tornare a Napoli per uno nato e cresciuto all’ombra del Vesuvio, che ha mosso i primi passi proprio con i partenopei ai quali si è legato sin da molto giovane, non è mai semplice. Il suo mondo parte da Torre del Greco, proprio in mezzo tra il vulcano e il golfo, da lì si può apprezzare una delle viste più belle che offre la città, una vista che si trasforma in cartolina che Sepe ha bene impressa nel cuore. Il suo mondo rimane quello che gran parte ha vissuto ai piedi del Vesuvio, tra le mille contraddizioni napoletane che Gigi si porta dietro come segno distintivo di un omone imponente, sicuro del suo essere, deciso in ogni cosa che fa, anche quando ha sposato la causa Parma in maniera definitiva, lasciandosi alle spalle l’azzurro che porta sempre nel cuore. 

E che lo porta - per forza di cose - a essere uno dei protagonisti di un Napoli-Parma che già da domenica sera ha cominciato a respirare. Non può essere per lui una partita come le altre, malgrado lui ostenti sicurezza nel dirlo. Non lo pensa. A Parma si sta prendendo la scena confermando che Faggiano - che al suo riscatto definitivo lavorava da tempo e in gran silenzio, sfoggiando tutte le sue foto di abile tessitore - ha saputo investire bene e che D’Aversa ci ha visto giusto nel voler ripartire da lui. A Genova ha blindato il risultato grazie a un paio di interventi da top player, quello più prezioso su Colley. Difficile, con il pallone a mezza altezza e calciato forte dall’interno dell’area - ha avuto il guizzo giusto per rispondere. Il rigore parato a Quagliarella poi è stata la ciliegina sulla torta. Chissà se il padre - che di solito preferisce sempre la passeggiata distensiva al tifo dalla tv - ha avuto modo di esaltarsi. Di sicuro avrà esultato con lui il fratello, che lo segue ovunque come la famiglia, per la quale Sepe vive. 

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Uomo di calcio, Gigi ripone nella famiglia le aspettative più grandi. Con la moglie Annalaura condivide tutto. Uomo di sport, l’altra sua grande passione è quella per la Formula Uno, e chissà se in questo periodo in cui la Ferrari regala poche gioie da tifoso, non si rifugi nel tennis, altro hobby di un giocatore che sta stupendo e torna a Napoli, nella sua Napoli, da protagonista. Di sicuro troverà conforto nel Parma, quello che per ora gli regala le gioie più grandi. E lo fa sentire a casa.

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