Il Parma guarda al futuro partendo dal presente

D'Aversa e Faggiano verso la conferma: la società si impegna a investire e a migliorare, tecnico e ds a lavoro per creare un gruppo più forte

Daniele Faggiano e Roberto D'Aversa - foto parmacalcio1913.com

Con il futuro in testa e un presente da giocarsi. Domenica c’è la Roma, ultima partita dell’ennesimo campionato che ha visto il Parma tagliare il traguardo che si era prefissato e raggiungere l’obiettivo. Dopo di che cominceranno a prendere piede una serie di incontri che serviranno per definire strategie future e budget da incanalare verso un’altra stagione. La proprietà ha tutta l’intenzione di continuare questo percorso con a bordo Roberto D’Aversa e Daniele Faggiano gli artefici delle imprese crociate che, di contro, pareggiano la volontà dei soci di legarsi ancora al Parma per un anno (come da contratto) più il successivo (che comprenderebbe il rinnovo fino al 2021 per entrambi). A conferma di ciò c’è la frase rilasciata dal direttore sportivo a Radio Kiss Kiss che pare aver messo fine alle possibili voci sul futuro di D’Aversa: il suo “Resta”, seppur laconico, è stato perentorio ed è servito a scacciare via i pochissimi dubbi sulla continuazione del rapporto che dovrebbe essere formalizzata a breve.

Testimonianza di una volontà condivisa con la proprietà che – come da progetto – vuole continuare con allenatore e direttore sportivo almeno fino alla prossima stagione. Riconoscendone la bontà del lavoro. In 109 gare il tecnico ne ha portate a casa 48, pareggiandone 28 e perdendone 33. 172 punti, 1,5 a partita, due campionati vinti, una salvezza conquistata. Sembrerebbe difficile chiedergli di più, a meno che non gli si dia in mano una squadra più forte tecnicamente, dotata di qualche uomo più carismatico e di qualcuno che garantisca un salto di qualità. Per farlo, Faggiano avrebbe bisogno di ulteriori fondi. I temi che proprietà da un lato e parte tecnica dall’altra tratteranno andranno probabilmente in questa direzione. I sette soci saranno in grado di garantire quelle ‘migliorie’ declinate da D’Aversa in conferenza stampa? La risposta dovrebbe essere affermativa. E si tradurrebbe in investimenti maggiori (mercato, ad esempio). E D’Aversa saprà invece resistere alle pressioni della piazza che gli chiede più coinvolgimento e rispettare le attese di una società che crede in lui? Lo si vedrà strada facendo. Un ruolo fondamentale in questo tavolo avrà anche il direttore sportivo Daniele Faggiano, che gode come il tecnico della massima fiducia da parte di una proprietà che ne riconosce i meriti e gli sforzi, e apprezza il lavoro che giorno dopo giorno svolge a livello di mercato, di relazioni ‘politiche’ con questo o quel club per garantirsi contatti e giocatori. A tal punto da affidargli la gestione sportiva in tutto e per tutto.

Lo sforzo dei sette, capaci di ridare a Parma un calcio che conta, è stato notevole in questi anni. L’immissione di milioni di euro è stata ripagata con successi magnifici e con un ritorno nell’elite dalla quale il Parma mancava da anni. Loro restano garanzia di continuità azienda e progettualità. Lo dimostrano gli investimenti fatti per migliorare il Tardini (poco più di un milione di euro per renderlo ancora più funzionale un anno fa), il lavoro a Collecchio programmato per i campi, quello per le infrastrutture che vanno verso un rinnovamento (dalla foresteria agli impianti del settore giovanile), oltre al budget che verrà immesso per consolidare la categoria e cercare di migliorare quanto di buono fatto in quest’annata. Che, seppure tra qualche mugugno, è filata via liscia. Spinta dal vento del successo. Fiorentina e Genoa, per intenderci, avevano altri programmi e si trovano a lottare per rimanere in A fino all’ultima giornata. Il Parma, con la 16esima rosa per monte ingaggi, si è salvata alla 37sima giornata. L’obiettivo dell’anno prossimo? Magari salvarsi prima, migliorare la rosa e i risultati e garantire continuità. Per un futuro tutto da scrivere.

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