Kulusevski, dalla Svezia con furore: D'Aversa riabbraccia il suo 'prestigiatore'

Tre gol che probabilmente gli valgono la chiamata in Nazionale maggiore a stretto giro di posta

Dejan Kulusevski e Gervinho - foto Ansa

Non si sa se la stellina un giorno avrà la crescita di una cometa. E’ certo però che gli effetti luminosi di Dejan Kulusevski si trascinano al di fuori di Parma e abbagliano i palcoscenici del calcio internazionale. E in tutta Europa si sono ormai accorti del fantasista svedese che all’occorrenza sa essere seconda punta (come ha giocato in Nazionale Under 21) con effetti devastanti o esterno d’attacco inteso secondo il credo di Roberto D’Aversa.

Che sa di potersi fidare di lui anche nella posizione di trequarti, quando mette il suo genio a riposo e sfodera le sue doti podistiche, da levriero, perché Kulusevski è uno che abbina talento, estro, giocate a tantissima sostanza. Ha percorso 11532 chilometri in meno di 600 minuti, è il giocatore nato nel 2000 ad aver corso di più e si trova assieme a gente del calibro di Luis Alberto, Insigne e Gomez nelle classifiche dei passaggi chiave riusciti.

Ai tre assist in campionato (meglio hanno fatto solo Luis Alberto della Lazio, Duncan del Sassuolo, Pellegrini della Roma, Insigne e Callejon del Napoli) oltre al gol rifilato al Torino, Dejan ha aggiunto in questa pausa per le Nazionali tre centri. Due all’Islanda e un rigore calciato contro il Lussemburgo. Biglietti da visita importanti che probabilmente gli valgono, a stretto giro di posta, la chiamata tra i grandi. Nella Nazionale che da qualche settimana è diventata di Riccardo Gagliolo.

I due hanno cementato in questi giorni il loro rapporto, anche se – va detto – ne hanno trascorsi pochissimi insieme. L’esperienza in Under 21 è servita a Dejan Kulusevski per tirarsi a lucido e provare ad affondare con prestazioni che ne attestino la crescita costante. Per qualche allenatore le nazionali fanno solo disastri: Inter o Napoli, o Atalanta possono testimoniare in questo senso. Per altri la pausa potrebbe rappresentate un motivo importante per sterzare o confermare la crescita vista in queste prime sette partite.

E questo potrebbe essere il caso di Roberto D’Aversa che riabbraccia il suo prestigiatore, bravo a rimediare una bella scorpacciata di applausi in giro per l’Europa e soprattutto a farsi notare dagli scouting di mezzo mondo. Se si isola la partita contro la Juventus, all’esordio, e l’ultima contro la Spal dove Kulusevski è stato sostituito al 45’, del maghetto svedese si può solamente parlare bene. E i numeri confermano l’andamento a crescere di un giocatore voluto fortemente dal tecnico, ma destinato a brillare altrove e a illuminare Parma ancora per poco.

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