Kulusevski ha stregato il Parma: nel segno di LeBron e...

Il basket è l'altra grande passione del talento di Stoccolma voluto fortemente da D'Aversa

Dejan Kulusevski - foto Parmacalcio1913.com

La vera sorpresa di questa prima parte di ritiro si chiama Dejan Kulusevski. Chi porta questo nome, di solito si trascina nel mondo del pallone una serie importanti di aspettative, visti gli ultimi ‘eroi’ del calcio di cui abbiamo sentito parlare, ivestiti da un nome così pesante. Se poi questi Dejan hanno origini ex jugoslave, si capisce come il carico sia pieni di responsabilità e ci voglia una certa cura nel lasciarsi andare con dei giudizi. Positivi o negativi. In ogni caso, su Dejan Kulusevski si è già detto tanto, e tanto altro si dirà. Perché il centrocampista, all’occorrenza attaccante esterno, è destinato a far parlare di sé, considerato come ha trattato il pallone in queste prime uscite di precampionato.

Una cosa è certa: non sono queste le partite in cui va dato peso a quello che si fa, ma è innegabile che lo svedese abbia dato sfoggio di qualità importanti, alternando sostanza a classe pura e cristallina che Roberto D’Aversa avrà l’onere e onore di sgrezzare. Nell’ambiente Dejan ha un po’ sorpreso tutti, tranne che il suo tecnico, capace di pressare a tal punto da farselo ‘regalare’ dal ds Daniele Faggiano. Che ha visto in lui la serietà di un grande professionista, malgrado abbia solamente 19 anni, tipica di un soldato in missione, ligio al dovere. Frutto dell’educazione rigida di madre macedone emigrata in Svezia e padre svedese che ha vissuto in Macedonia. La sua intelligenza sul campo è figlia anche di  principi inflessibili che i genitori hanno impartito a Dejan e alla sorellina, con la quale condivide ogni cosa. E questa intelligenza si riflette anche fuori dal campo. Il ragazzo parla quattro lingue: oltre al serbo macedone, sa dialogare bene in italiano, in inglese e in svedese chiaramente.

A Stoccolma, dove abita assieme alla sua famiglia, poco lontano dal centro, nella tranquillità della periferia, guarda tanta pallacanestro. Nella sua casa in Macedonia, pensata come dimora estiva, si è fatto costruire un campo da basket per soddisfare i suoi istinti di atleta quasi completo. Amante della pallacanestro com’è, pare sia letteralmente impazzito per l’arrivo alla Virtus Bologna di Milos Teodosic, play serbo considerato uno dei migliori giocatori di basket del pianeta. La palla a spicchi è uno dei suoi grandi piaceri. L’altro è la Play Station, come naturale che sia per un ragazzo di 19 anni cresciuto in fretta e capace di reggere a certe pressioni. Dal suo idolo, LeBron James, ha preso la voglia di vincere e la forza di riuscire nelle imprese. E’ stato nominato proprio a Parma, forse un segno del destino, come miglior giocatore del Campionato di Primavera 1. Quella sera in finale strabiliò tutti. Per questo forse l’Atalanta non ne vuole sapere di cederlo avendo capito quelle che sono le sue potenzialità.

Prima ancora, aveva ipnotizzato Roberto D’Aversa che contro il Torino aveva avuto modo di apprezzarne le qualità, dopo averlo seguito per gran parte del campionato. Assieme al direttore sportivo Faggiano, braccio armato di una proprietà che non fa mancare il sostegno economico, ha confezionato questo acquisto che, seppur a tempo determinato, si spera possa dare i frutti sperati. Quattro anni fa è arrivato in Italia e piano piano ha familiarizzato con un calcio tattico, diverso pure a livello giovanile. Cresciuto con le dritte di Sartori, suo supervisore all’Atalanta, il talentino di Stoccolma è arrivato al Parma dopo averlo scelto.

Perché dietro di lui c’era la fila. Il direttore sportivo Daniele Faggiano è stato bravo a sbaragliarla, assieme all’agente del giocatore Stefano Sem ha cercato la giusta strada per Kulusevski che ha rifiutato Cagliari dopo essersi preso del tempo per capire quale fosse la migliore scelta per il suo futuro. Alla fine ha vinto Parma, e il Parma ora se lo gode, dopo aver scacciato i fantasmi da Spagna e Inghilterra, oltre che di squadra blasonate come la Juventus, la Roma e il Milan in Serie A.

Questo, va detto, anche perché Percassi, presidente dell’Atalanta, ha rifiutato tutte le ipotesi di cessione a titolo definitivo di un potenziale talento che sogna ora di servire in profondità Gervinho, così come faceva con Joel Asoro, suo migliore amico ora allo Swansea, ai tempi dell’IF Bromma. E’ anche per quello che ha scelto Parma.

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