Parma, senti Malvisi: "Tre sms sono il nulla"

Paolo Malvisi è membro di Aias, Associazione Italiana Avvocati dello Sport: "Non possono tre messaggi mettere a rischio la promozione del Parma. Ci deve essere ben altro per un eventuale deferimento"

foto: Parma Calcio 1913

Possono tre sms inviati a due colleghi – che tra l’altro non hanno neanche risposto – mettere a rischio una cavalcata storica che ha segnato un’impresa? Evidentemente, almeno dal punto di vista mediatico, sì.  Quello che sta succedendo intorno a Spezia-Parma, partita che ha visto i crociati andare direttamente in Serie A – frutto del secondo posto determinato dal contemporaneo pareggio tra Frosinone-Foggia - rischia di essere uno dei più grandi fraintendimenti della storia del calcio che, banalmente, può avere due soluzioni: o verrà notificato un provvedimento di archiviazione, oppure arriverà una notifica di conclusione delle indagini che presuppone un successivo deferimento. L’apertura del fascicolo da parte della Procura Federale è inteso come un atto dovuto, come un procedimento automatico dato che i giocatori dello Spezia, una volta ricevuti i messaggi dai colleghi del Parma, per paura di un’omessa denuncia hanno deciso di passare la palla agli organi federali che hanno – giustamente - aperto un fascicolo. L’articolo incriminato sarebbe  l’articolo uno di disciplina sportivo, con il rischio di deferimento per il Parma per responsabilità oggettiva.

“Art. 1 Doveri e obblighi generali 1. 
Le società, i dirigenti, gli atleti, i tecnici, gli ufficiali di gara e ogni altro soggetto che svolge attività di carattere agonistico, tecnico, organizzativo, decisionale o comunque rilevante per l’ordinamento federale, sono tenuti all'osservanza delle norme e degli atti federali e devono comportarsi secondo i principi di lealtà, correttezza e probità in ogni rapporto comunque riferibile all’attività sportiva. 

2. Ai soggetti di cui al comma 1 è fatto divieto di dare comunque a terzi notizie o informazioni che riguardano fatti oggetto di indagini o procedimenti disciplinari in corso.

3. Ai soggetti di cui al comma 1 è fatto obbligo, se convocati, di presentarsi innanzi agli Organi della giustizia sportiva. 

4. Alle società e ai loro dirigenti, tesserati, nonché ai soggetti di cui al comma 5, è fatto divieto di intrattenere rapporti di abitualità, o comunque finalizzati al conseguimento di vantaggi nell’ambito dell’attività sportiva, con i componenti degli Organi della giustizia sportiva e con gli associati dell’Associazione italiana arbitri (AIA).

5. Sono tenuti alla osservanza delle norme contenute nel presente Codice e delle norme statutarie e federali anche i soci e non soci cui è riconducibile, direttamente o indirettamente, il controllo delle società stesse, nonché coloro che svolgono qualsiasi attività all’interno o nell’interesse di una società o comunque rilevante per l’ordinamento federale. 

6. In caso di violazione degli obblighi previsti dal comma 1 si applicano le sanzioni di cui alle lettere a), b), c), g) dell’art. 18, comma 1, e quelle di cui alle lettere a), b), c), d), f), g), h) dell’art. 19, comma 1. 7. In caso di violazione degli obblighi previsti dai commi 2, 3 e 4 si applicano le sanzioni di cui alle lettere b), c), g) dell’art. 18, comma 1, e quelle di cui alle lettere c), d), e), f), g), h) dell’art. 19, comma 1”. Ma il coinvolgimento della società e quindi la responsabilità diretta, sono esclusi perché non è coinvolto nella vicenda nessun legale rappresentante del Parma.

Al momento,  a livello formale il rischio è nullo perché non c’è neanche rilevanza dell’illecito sportivo. Qualcosa in più si saprà quando Giuseppe Pecoraro, Procuratore Federale, riterrà opportuno chiudere l’indagine. Intanto gli autori degli sms incriminati, Emanuele Calaiò e Fabio Ceravolo, sono stati già ascoltati dalla Procura e a loro è stato chiesto conto del senso dei messaggi. Messaggi che, di per sé non hanno nulla di compromettente ma che hanno azionato la macchina del fango che ha preso di mira il calcio in generale, minandone la credibilità ancora una volta e il Parma nello specifico, che ha risposto con un comunicato preciso e puntuale. “… Non possiamo non stigmatizzare la diffusione alla stampa di contenuti dettagliati di un’indagine che, essendo in corso, non permette a chi è chiamato in causa di rispondere in maniera adeguataproprio per evitare di intaccare il lavoro degli organi preposti. In ossequio alle normative infatti, nessun tesserato o dirigente del Parma Calcio 1913 – anche se a malincuore – rilascerà dichiarazioni sino alla conclusione delle indagini.

– A tal proposito, dopo i fiumi di inchiostro dedicati alle infamanti accuse relative a Parma-Ancona, purtroppo non cancellati dall’archiviazione del procedimento, e dopo ogni sforzo fatto per non replicare alle irresponsabili e reiterate dichiarazioni da parte di addetti ai lavori, relative a presunti episodi arbitrali, il Parma Calcio 1913 ha già dato mandato ai propri legali di intervenire nella maniera più dura possibile contro chiunque continui ad infangare con illazioni o allusioni sui diversi mezzi di comunicazione il suo nome, il suo lavoro o i risultati ottenuti.

– In ultima istanza il Parma Calcio 1913 desidera rassicurare e tranquillizzare con forza i propri tifosi e nutre la massima fiducia sul fatto che quest’indagine certificherà ulteriormente come la terza promozione consecutiva – come le due precedenti – altro non è stata che un fantastico traguardo raggiunto grazie al lavoro, al sacrificio e all’esemplare correttezza della società e dei suoi tesserati”.

Per essere più precisi abbiamo contattato Paolo Malvisi, membro di Aias, Associazione Italiana Avvocati dello Sport: “Non possono tre messaggi mettere a rischio la promozione del Parma. Ci deve essere ben altro per un eventuale deferimento. Probabilmente la vicenda si chiuderà con l’archiviazione e solo tre sms - che non sono nemmeno congruenti tra di loro - non presuppongono un deferimento né per i giocatori né per la società per responsabilità oggettiva”.

Quindi quali possono essere le sanzioni per il Parma e per i giocatori?

“Francamente eviterei di parlare di sanzioni, perché c’è un problema grosso di impatto mediatico. Visto che sono situazioni molto complesse evitiamo gli allarmismi. Sulla base delle indagini che farà la Procura bisogna sapere se c’è archiviazione o deferimento. In base alla mia esperienza finirà tutto in una bolla di sapone. Tre sms sono praticamente il nulla”.

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