"Mi chiamo Andreas Cornelius e gioco per Parma"

L'attaccante si racconta in un'intervista rilasciata al sito del club: "Parma è una città bellissima, la gente è amichevole. Io? Sono molto superstizioso..."

Andreas Cornelius è stato il protagonista dell'intervista realizzata dal Parma, diffusa attraverso il suo sito ufficiale. Dopo Matteo Scozzarella, è toccato al vichingo di Copenhagen raccontarsi e farsi conoscere ai tifosi, del quale è già un idolo.

LA DIFFERENZA TRA CAMPIONATI - "Prima di tutto, la differenza tra Danimarca e Italia è la qualità: qui ce n’è di più sotto ogni punto di vista. Il campionato italiano è più tecnico di quello danese: questa è la differenza più grande, anche se in Danimarca i club sono tutto sommato ben organizzati e mediamente forti dal punto di vista fisico, ma il livello tecnico è tutta un’altra cosa. In Inghilterra il ritmo di gara è un po’ più alto e c’è meno tattica e sebbene questo secondo aspetto stia cambiando con l’arrivo di diversi manager stranieri in Premier, lo stile di gioco tradizionalmente in Inghilterra prevede meno tattica e più gioco basato sul contrasto e “sul cuore”“.

LA PRIMA TRIPLETTA - "Certo è stata una bella emozione, è stata una grande partita ed è stata una grande notte per me. Sono felice di poter aiutare la squadra segnando e per me personalmente è stato importante segnare tre gol e potere avere un buon rendimento per il club".

FAMIGLIA - “Ho davvero un ottimo rapporto con la mia famiglia, è una famiglia solida, unita e sono cresciuto felice grazie a loro. La ragione per cui ho detto che la tripletta era per i miei nonni è perché era la prima volta che mi vedevano dal vivo e così sono stato davvero felice di poter regalare loro questa esperienza, sono certo che anche per loro sia stata una bella serata. Un’intervista in italiano entro fine stagione? Si, certamente! Lo farò, ho solo bisogno di migliorare ed essere più sicuro nel parlare: ogni tanto parlo un po’ con i compagni di squadra, ma lo faccio in maniera ancora semplice perchè rischierei – ride – di far perdere loro del tempo non dicendo nulla…“.

PARMA E GOL - Parma mi piace molto, è una bella città per quel che ho visto fin ora, è facile viverci: la gente è molto amichevole e posso andare in giro a fare una passeggiata senza problemi, è una bella vita. Il mio gol più bello… Non ricordo davvero… ho segnato molti gol differenti… mi piace quando riesco nelle cose che so fare meglio, come quando arriva un bel cross dentro l’area e con la giusta tempistica lo colpisco di testa o calcio bene il pallone. Una volta quando giocavo nel Copenhagen ho dribblati quattro avversari in area e ho segnato di destro e non so se accadrà di nuovo, credo sia questo uno dei miei gol preferiti“.

MUSICA E NUMERI - "Mi piacciono i grandi classici, ma non mi dispiace ascoltare anche qualcosa di più nuovo, preferisco testi che posso ricordare e cantare assieme, è difficile farlo con il rap ma con altri tipi di canzone è più facile. Il numero 11? L’ho scelto perché – ride – tutte le volte che l’ho indossato è andata meglio… No, ho sempre giocato con il numero undici fin da bambino, anche nel Copenhagen, non sono superstizioso, ma non vedo perché dovrei cambiare le cose!“.

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