Napoli-Parma 1-2 | Crociati da impresa: è sorpasso

È una grande vittoria quella del San Paolo griffata da Gervinho e da Kulusevski. Più tre dal Napoli e settimo posto in solitaria

Tre punti d’oro, che segnano il sorpasso e fissano un paletto fondamentale per la corsa salvezza: D’Aversa comincia a prendersi qualche frutto, il lavoro paga alla grande e il contropiede di Gervinho alla fine risulta essere letale, dopo una resistenza che ha visto il Parma uscire illeso e vittorioso. 2-1 per i crociati che confermano di essere squadra difficile da battere, soprattutto in trasferta, con grande organizzazione e maturità nel gestire una partita che - dopo l’infortunio di Cornelius al 17’ - poteva sembrare impossibile. Il colpaccio riesce, la gara è stata preparata benissimo, come al solito, dal sergente di ferro che alla fine si è stretto nell’abbraccio con i suoi, conscio del valore inestimabile dei punti portati a casa. 

Inizia subito bene il Parma che trova il gol grazie a un pasticcio di Koulibaly che si fa anche male (ed esce in barella) nel tentativo di bloccare la corsa di Kulusevski che approfitta di uno scivolone del senegalese e si invola verso Meret. Gol facile e mano sull’occhio per celebrare il terzo centro in Serie A. Potevano essere due, ma Gervinho si è fatto stoppare da Manolas. Per rivedere il Parma in avanti bisogna aspettare il 17’ quando Cornelius, nel tentativo di recuperare un pallone, si fa male e lascia il campo a Mattia Sprocati. È un assedio del Napoli che rischia il pari in almeno tre occasioni: soffre la retroguardia crociata che si appende a Bruno e regge l’assedio come può. Un po’ l’aiuta il Napoli, con Zielinski e Milik imprecisi, un po’ i suoi difensori che resistono e si trovano illesi per miracolo, come quello che succede al 33’ con Insigne che si divora davanti a Sepe il gol del pari. Il Napoli porta pressione, domina nel gioco e colleziona una grande quantità di pole gol che non sfrutta. Il Parma entra nel vortice del palleggio azzurro, esce poco e senza centravanti è durissima tenerla lontano da Sepe: le intenzioni con le quali entra Sprocati sono buone ma i ritmi forsennati lo tagliano fuori. Cerca di riportarlo dentro Gervinho che si infiamma e sbatte sul palo dopo il tocco di Meret. Si beve Luperto e Manolas e calcia. Legno per i crociati che tremano seriamente al 46’: Hernani tocca Zielinski casualmente, il polacco cade fuori e l’arbitro ci mette 4’ per decidere giustamente di assegnare la punizione dal limite e non il rigore. Il primo tempo va in ghiaccio: oltre alla grande sofferenza non ci sono miracoli di Sepe che nel secondo inizia subito salvando su punizione di Insigne e su tiro in diagonale di Milik. Il polacco si esalta, ma Sepe di più quando ingaggia l’ennesimo duello con l’attaccante di Gattuso. Il suo colpo di testa viene alzato sulla traversa. Il Napoli cambia, chiama in causa Mertens per Allan, e dopo 1’ Milik beffa Iacoponi e fa 1-1. D’Aversa richiama Barillà in panchina, si affida a Grassi per spezzare il ritmo e cucire qualche ripartenza. Se Sepe si esalta, Meret non è da meno quando con il piede sinistro stoppa Gervinho. Senza punte e senza nessuno che ci metta il fisico si fa dura. Ne sa qualcosa Sprocati che lascia il campo dopo un’ora per fare spazio a Pezzella. A partita finita, Gervinho si prende la scena e i tre punti.  Con una ripartenza capolavoro.  

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