Parma, Bruno punta il Milan: D'Aversa abbraccia il suo condottiero

Magellano si allena con i compagni

Bruno Alves - foto Ansa

L’obiettivo settimanale di Roberto D’Aversa è quello di recuperare Bruno Alves per la partita contro il Milan. Il portoghese, rimasto fuori per un problema muscolare accusato dopo la sconfitta contro l’Atalanta, ha saltato il mini ciclo infernale. Out contro Frosinone, Torino e Sassuolo, il Parma senza di lui ha subito, ha perso la forza e l'esperienza, ma ha collezionato due punti in tre gare, incassando tre gol e riuscendo a chiudere la porta in due occasioni. Due clean sheet nelle ultime due uscite senza Magellano, condottiero che torna giusto in tempo per vedersela con Piatek e compagni nel sabato di Pasqua.

Il capitano, costretto ad abdicare in favore di Iacoponi, torna a ringhiare mostrando il volto marcato da mille battaglie e temprato nei duelli con i giocatori più forti. A 38 anni e qualche mese sta vivendo una seconda giovinezza di cui gode tutta Parma. Si conferma al primo posto nella classifica speciale stilata dal CIES (Centro Internazionale degli Studi Sportivi) per la più alta percentuale di duelli aerei vinti in area di rigore in tutta la Serie A con l'80,3%. Questo significa che il condottiero di D’Aversa potrebbe tornare utile nel momento più importante della stagione. Il suo rientro va a coincidere proprio con la partita che mette il tecnico faccia a faccia il suo passato.

Rossonero di nascita, l'allenatore del Parma ha intenzione di chiudere in bellezza la stagione tagliando l’ennesimo traguardo. L’impresa più difficile. La salvezza dista poche lunghezze, basterebbe centrare una vittoria, che manca dal nove marzo, dalla partita con il Genoa, per vivere più tranquilli gli ultimi istanti di un campionato che ha messo a dura prova la tenuta psicologica di una squadra modesta, fatta per la maggior parte dagli stessi uomini dell’impresa calcistica della scorsa stagione, ai quali si sono aggiunti la forza di Inglese, la velocità di Gervinho, la potenza di Kucka (arrivato in gennaio) e l’esperienza di Bruno Alves. L’ossatura pensata in estate per reggere l’urto con la massima serie comprende anche Sepe, miracoloso a Reggio Emilia contro il Sassuolo.

Un mix che a volte è parso troppo leggero per la massima serie, costruito in fretta per esigenze e abbondantemente falcidiato da infortuni che ciclicamente hanno limitato le potenzialità di una rosa che diventa assai vulnerabile senza i giocatori più forti. Provate voi a togliere Icardi all’Inter, Ronaldo alla Juve e così via: lo stesso Sassuolo, senza Boateng, non è più quello del girone d’andata. E il Parma, che spesso si è trovato a giocarsela contro corazzate e non con gli uomini contati sta portando, in silenzio e tra mille critiche, l’obiettivo a casa. Ancora una volta con il bistrattato D’Aversa che sarà pure antipatico, se volete, ma riesce quasi sempre a essere terribilmente pragmatico.   

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