Parma, 'chiappe strette' e pedalare

D'Aversa suona la carica: ripartire da Empoli subito

Roberto D'Aversa - foto ansa

Cosa ha lasciato Parma-Napoli? Così, di primo acchito, nulla di buono. Forse che con 29 punti non ti salvi. Prendere quattro gol in casa, il primo e il terzo evitabili, non lascia sicuramente sensazioni positive, neanche dopo due giorni, per quanto uno si sforzi di ricercarne. Ma raschiando il barile, al netto di una superiorità visibile a occhio nudo da parte degli avversari, lo 0-4 ha detto tante cose. Su alcune di queste Roberto D’Aversa ci può lavorare da qui a sabato mattina, come ad esempio l'obbligo di dover ritrovare concentrazione, fame, cattiveria agonistica e attenzione su varie situazioni, su altre deve desistere. E rassegnarsi.

Perché nel calcio, qualunque cosa si dica, ci sono dei valori che bene o male emergono da una parte e dall’altra. Il Parma non vale il Napoli, lo testimoniano i 27 punti di differenza che ci sono tra le due squadra, le 17 vittorie degli azzurri contro le 8 del Parma (più del doppio) i 46 gol fatti dalla squadra di Ancelotti contro i 25 di D’Aversa. Eppure numeri del genere dovrebbero lasciar intendere tante cose. Secondo i dati di transfertmarkt.it, la rosa  a disposizione di Roberto D’Aversa vale 66,03 milioni di euro: differenza abissale se paragonata a quella di Carlo Ancelotti che vale di 521 milioni. Sono queste le situazioni alle quali il tecnico non può mettere mano, ma il calcio – osserveranno gli attenti – ha dato sfoggio di come un Davide possa trionfare su un Golia, ogni tanto.

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Anche il Bologna ha battuto l’Inter, per esempio. Il passivo incamerato dal Parma (0-4), denota che non c’è stata partita. In parte è vero, il portiere del Napoli non ha effettuato interventi significativi, se non una parata su tiro di Gervinho al minuto 60. Ma una parvenza di buona notizia c’è: questa lezione è da mandare in fretta a memoria per reagire subito partendo da Empoli. 'Stringere le chiappe', per dirla alla D’Aversa, può significare anche aver imparato la lezione, dimostrare di aver capito e ripartire dal secondo tempo, quello in cui – pure sotto di due gol  – il Parma ha provato ad alzare il baricentro, a pressare alto e a puntare verso Meret mostrando uno spirito di rivalsa che a Empoli dovrà essere sicuramente maggiore. Cosa ha lasciato Parma-Napoli, dunque? La convinzione che da Empoli possa ripartire il campionato dei crociati.

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