Parma, dubbio D'Aversa: Ceravolo o Calaiò

Il tecnico ha entrambi gli attaccanti a disposizione. L'arciere in leggero vantaggio ma...

Emanuele Calaiò - foto parmacalcio1913.com

A tre passi dal traguardo. Gli ultimi ostacoli di un Parma che in 270' si gioca tutto, si chiamano nell'ordine Cesena, Bari e Spezia. E più che pensare agli altri facendo calcoli improbabili che devono per forza di cose incastrarsi con situazioni specifiche per essere favorevoli, questo tour de force che tiene in apnea i tifosi (e la squadra, consapevole di avere tra le mani un'opportunità più unica che rara) consente - per certi versi - di potersi fidare solamente delle proprie capacità e di fare leva sulla forza di gente che conosce i rischi del mestiere e ha la possibilità di scrivere la storia e di entrare di diritto nella leggenda. Magari nell'inconscio di squadra e staff si sente l'esigenza di stringere il cerchio, di salutare un campionato faticoso che ha rappresentato un impegno difficile da sostenere - specie a livello emotivo e di pressione psicologica - per tutti gli interpreti nell'unico modo che congederebbe il Parma proiettandolo dritto verso la gloria. 

Roberto D'Aversa si è chiuso nel quartier generale di Collecchio, dove da sabato il Parma entrerà nel vivo della missione che più di tutte spaventa la comunità: l'ennesimo terreno sintetico (il quarto), contro una squadra che si chiude e ama parcheggiare di quei bus giganteschi davanti al proprio portiere. Non è una colpa questa, semmai è un merito del Cesena che riconosce la sua inferiorità tecnica e che se la gioca con le armi che ha a disposizione: agonismo, compattezza e ripartenze. Che se vogliamo sono anche quelle usate in certi frangenti dal Parma. Una squadra che ritrova i pezzi migliori, che arriva all'ultimo step con l'argenteria lucidata e messa in bella mostra. Sono pochi gli allenatori che possono permettersi Ciciretti, Ceravolo, Di Gaudio e Calaiò Già, soprattutto Ceravolo e Calaiò, due degli attaccanti (come loro Caputo e Donnarumma) di quelli che garantiscono il livello altissimo del gruppo che li ha a disposizione. Che giochi uno o l'altro davanti (il dubbio vero di D'Aversa è questo), la squadra non ne risente, si adatta e mantiene il livello di qualità tecnico-tattico altissimo. Calaiò ha già dimostrato di essere una garanzia in qualunque occasione. D'Aversa lo deve a lui, fondamentalmente, se è ancora seduto sulla panchina del Parma. In venti presenze da titolare ha segnato dieci gol, riuscendo a essere decisivo a partita in corso tre volte su sei (Entella all'andata, Venezia e Foggia), con tre gol pesanti. 

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Ceravolo ha dimostrato ugualmente di essere decisivo da subentrato: tre volte (segnando gol importanti) con Brescia (quando poi il Parma ha perso), Perugia e Pescara. La Belva ha giocato di meno rispetto a Calaiò, va detto, ma delle cinque presenze da titolare sulle quindici complessive, ha realizzato due gol (Foggia e Ternana) contribuendo in entrambi i casi alla vittoria del Parma. Nei dieci subentri è stato decisivo tre volte, altre sono servite più che altro a mettere minuti nelle gambe visto gli stop continui con cui ha dovuto fare i conti. Calcolando che ancora non è al 100%, D'Aversa potrebbe dare un'opportunità a Calaiò cercando di aumentare il peso specifico dell'attacco a partita in corso e magari mantenendoli entrambi. Dipende da come andrà la gara, in un campo difficile, un terreno sul quale il Parma non ha una buona tradizione. Sui tre sintetici precedenti (Novara, Chiavari e Vercelli), i crociati hanno vinto solo una volta (seconda giornata di campionato a Novara) e non senza difficoltà. 

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