Parma, il discorso di Lucarelli: "Chiedo il sostegno alla mia gente"

"Mettiamo da parte malumori e trasformiamo il Tardini in una bolgia. Gli avversari devono giocare contro una città"

Roberto D'Aversa e Alessandro Lucarelli - foto Ansa

Dal nostro inviato
COLLECCHIO - Il fuoco dentro arde ancora. La fiamma Alessandro Lucarelli non l'ha spenta e probabilmente qualcuno lo rimpiange pure adesso che non c'è un giocatore forte come lui. Di carattere, di personalità, di carisma. E pure lui rimpiange l'unica sfida che ha perso: quella con il tempo che gli è corso dietro veloce e ha vinto, dribblandolo come quasi nessuno aveva osato fare: "Sono queste le partite dove conta il risultato. L’ambiente è pronto, carico. Vogliono chiudere il discorso già domenica perché sappiamo che rimanere in Serie A per noi è fondamentale. Ce lo meritiamo dopo tutto quello che abbiamo fatto". 

La fascia sul braccio gli è rimasta ancora, se l'è tatuata sul braccio sinistro. E a un anno quasi esatto dal miracolo, Lucarelli chiede un altro sforzo a Parma, al Parma e alla sua gente. "Più che pessimismo c’è malumore perché arriviamo a questa partita dopo aver fatto una prima parte di campionato al di sopra delle possibilità e una seconda al di sotto. Se avessimo avuto un andamento un po’ più lineare saremmo qui tutti entusiasti ad aspettare la gara di domenica per raggiungere la salvezza che era l’obiettivo stagionale. Il mister prepara la partita come ha fatto la settimana scorsa Sa quello che andiamo a giocarci, mi auguro che lo sappiano anche i ragazzi e che all’uscita dal sottopassaggio gli esca il fumo dal naso come ai tori. Domenica è la partita, la metterei al pari di Firenze (play off con l'Alessandria) e Spezia, va giocata al massimo delle possibilità, superando i limiti e buttando tutto quello che si ha in corpo. Sappiamo che ci sarà grande pubblico, chiedo alla mia gente di riempire il Tardini e di mettere da parte i malumori anche se comprensibili e legittimi e pensare di riempire il Tardini, trasformarlo in una bolgia. Perché i nostri avversari non devono giocare contro una squadra ma contro una città intera perché rimanere  in Serie A è fondamentale.

I discorsi? Di solito vado sempre molto di getto, non mi preparo nessun discorso. I ragazzi sanno l’importanza di questa partita perché in un modo o nell’altro dobbiamo finire il campionato domenica. Mi auguro che non ci sia bisogno di un discorso. Alves? Mi spiace che non ci sia. Tutti quelli che c’erano in Serie C sanno il percorso che abbiamo fatto e che cosa ci siamo sudati. Tireranno fuori il meglio perché è fondamentale.

Mi sento ancora il fuoco dentro, il giocatore che era in me non è andato via. E’ più difficile da gestire la tensione e l’emozione delle partite perché da questa parte non ti sfoghi. Dopo anni manca, si può essere importanti però nel gruppo, cerco di dire sempre la parola giusta nel momento giusto. Caricare o tirare le orecchie quando c’è bisogno. L’importante è lavorare qua dentro, lavorare nel Parma. Poi la possibilità di sviluppare un ruolo me la tengo aperta.

Credo che la squadra debba resettare tutto e pensare solo a domenica. Possiamo garantirci la Serie A già domenica e prenderci l’obiettivo. Quelli che sono stati gli errori avremo tempo di valutarli. Sia da parte nostra che da parte dei giocatori, ma li valuteremo a bocce ferme.

La fiorentina? Onestamente non mi interessa cosa pensano e che momento vivono. Indipendentemente da come li incontriamo e cosa vogliono fare dobbiamo pensare solamente a noi. Noi conquistiamo la salvezza senza aspettare nessuno né pensare ai risultati delle altre".

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