Il Parma vola nel segno del '3' e adesso aspetta l'Inter

Tre punti che valgono il sorpasso al Verona e l'aggancio al Milan. Tre i gol di Cornelius al Genoa, tre i rigori parati da Sepe...

Andreas Cornelius - foto Ansa

Tre è il numero perfetto. Prima dei Queen, lo aveva affermato Dante Alighieri con la stesura complessa della Divina Commedia, poema allegorico che resta il più grande classico della letteratura italiana. Intramontabile. Nel segno del tre che ha diversi significati: la Trinità è il primo. Dante ha diviso il suo poema in tre cantiche, di 33 canti ognuna (esclusa l’introduzione che fa cento) scritte tutte in terzine. Nella Divina Commedia troviamo tre regni, tre guide e tre fiere.

Tre regni, come quelli attraversati dal Parma. Dall’Inferno al Paradiso, passando per il Purgatorio, con in capo la guida che li ha traghettati dai bassifondi del calcio dopo l’impresa di Gigi Apolloni che ha chiuso senza una sconfitta nel campionato di Serie D: Roberto D’Aversa è passato indenne attraverso tre mondi e si è imposto nell’ultimo. E gli ultimi risultati gli danno ragione da vendere. Sorprende più che per il 4-1 di martedì sera soprattutto per la crescita costante mostrata dalla squadra. Capace di imporre il proprio gioco e le proprie idee in questa seconda uscita di questo campionato strano, figlio dell’era Covid che ha stravolto le nostre vite allontanandoci dalle nostre abitudini. Costruzione dal basso, pressing costante quando la palla è tra i piedi dell’avversario, raddoppio, ritmi alti, riconquista e verticalità. Ampiezza e inserimenti: il Parma di Bob ha saputo essere cangiante, dimostrando di sapersi adeguare alle caratteristiche dell’avversario e di saper essere autoritario nel ribadire il suo modo di pensare. Che è cambiato anche perché sono cambiati gli interpreti in campo.

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Nel segno del tre: tre come i gol che Cornelius ha rifilato per la seconda volta al Genoa, sua vittima preferita. Tre punti per il Parma che in tre giorni scarsi ha preparato una partita, la più bella, in cui ha mostrato forza e idee facendole valere su un campo proverbialmente ostico. E arrivando a tre punti dal Napoli, superando il Verona e agganciando il Milan grazie al terzo rigore parato da Gigi Sepe, secondo consecutivo. Solo Rajkovic del Reims ha fatto meglio nei cinque maggiori campionati europei con quattro. E se non è crescita questa… .

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