D'Aversa azzera gli alibi: Gervinho, la squadra ti aspetta

Il discorso del tecnico alla ripresa: "Quello che avete fatto lo avete fatto perché vi siete allenati sempre a 200 all'ora". L'ivoriano si è allenato di mattina, si attendono le scuse al gruppo

Roberto D'Aversa - foto Ansa

Il generale ha ripreso in mano il suo esercito. La battaglia lascia strascichi, ma c'è una 'guerra' da portare a termine e serve l'aiuto dei suoi soldati, al completo: tanto che parebbe pure disposto a perdonare l'ammutinamento. Le polemiche sono alle spalle, l’1-0 rimediato in casa dalla Lazio – con annessi orrori arbitrali che hanno scatenato polemiche a ogni latitudine – deve essere accantonato, per quanto possibile va messa da parte almeno la coda polemica che si è portato dietro, visibile e bella lunga anche dopo 48 ore. La rabbia non è scemata del tutto, resta una piccola dose di incazzatura legittima da riversare – possibilmente – sul campo. Questo è il messaggio (tradotto in forma semplicistica) che Roberto D’Aversa ha rivolto ai suoi giocatori nel giorno della ripresa degli allenamenti. Inizia la settimana che porta alla sfida con il Sassuolo, un derby ‘di lato’, una partita nella partita tra due allenatori giovani, rampanti, che vivono alla ribalta del calcio che conta.

Quello del Parma sicuramente ci vuole rimanere, e ci ha tenuto a ricordare ai suoi ragazzi che bisogna continuare a rimanere sul pezzo, di non perdersi in ragionamenti aleatori sui quali sarebbe deleterio tornare. “Quello che avete fatto lo avete fatto perché vi siete allenati a 200 all’ora sempre” ha urlato D’Aversa al gruppo durante la seduta pomeridiana, aperta a stampa e tifosi che fanno fatica a dimenticare quello che è successo domenica. Loro possono anche prendersi qualche altro giorno per pensarci su, la banda di Bob invece deve essere pronta all’azione, mentalmente concentrata sulla partita di domenica: non esiste più l’alibi dell’arbitraggio, non è mai esistito nella testa di D’Aversa che però ha tenuto a puntualizzare che alcuni atteggiamenti non vanno sempre bene.

Più che uno sfogo, quello del tecnico crociato voleva essere un chiarimento, un messaggio da recapitare di modo che arrivasse e risuonasse con eco profonda. Il senso di ingiustizia è forte, ma va messo per forza di cose da parte. Per questo alla ripresa D’Aversa ha ricordato a tutti che la sconfitta è figlia della disattenzione di un Parma che contro la Lazio ha sbagliato poco, ma ha sbagliato. In fondo lo aveva detto anche lui in conferenza: “Il mio dispiacere è rientrare nello spogliatoio e non poter dire solo ed esclusivamente che siamo venuti meno in alcune circostanze, mi riferisco al gol subito; lavoreremo sugli errori commessi da noi”. Lo ha ribadito a Collecchio, al centro sportivo dove era presente anche il presidente Pietro Pizzarotti, ammonito con diffida “per aver, al termine della gara, entrando sul terreno di gioco con atteggiamento irriguardoso, rivolto all’arbitro una critica sul suo operato”.

Il grande assente, ancora una volta, era Gervinho, che si è allenato ancora a parte per scontare il castigo che gli ha inflitto la società dopo il mancato trasferimento all’Al-Sadd nella finestra di mercato appena chiusa. Si lavora intanto per cercare acquirenti ma nello stesso tempo si aspetta un suo passo verso i compagni, che attendono delle scuse. Dopo di che, se nessuno presenterà un’offerta al Parma, l’ivoriano verrà reintegrato e potrà mettersi a disposizione della squadra. Probabile che questo avvenga dopo la gara con il Sassuolo, ma non è escluso che Gervinho tenda prima la sua mano ai compagni. Il castigo, in quel caso, potrebbe ridursi  e durare così meno rispetto alle due settimane pattuite. Difficile perché la proprietà vuole dare un segnale, condiviso dal tecnico, ma non impossibile.

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