VISTA DALLA CURVA | Bruno, hai detto: 'Ghe pensi mi'?

Il viaggio in Nord continua

Un gran bel mezzogiorno a tinte gialloblu. Il Parma conquista un pareggio d'oro contro un Milan brutto e fortunato, ora il traguardo salvezza è veramente a portata di mano.

Il Tardini trabocca di calore, il fuoco della curva Nord è potente ed incessante per tutti i novantasette minuti di gioco, la partita comincia con i crociati propositivi ed un Milan attendista. Ceravolo fugge sul filo del fuorigioco, aggira Donnarumma che lo travolge, tutti invocano il rigore tranne Valeri che non vuol sentir ragione: palla piena e nemmeno un’occhiata al Var. In curva i cori sono secchi e decisi, con la Nord che gira bene anche la squadra lotta con più ardore: Gazzola crossa teso al centro, Kuko ruba il tempo all'avversario ed in rovesciata sfiora il palo. La curva sa che oggi è una partita fondamentale e sfodera anche i tamburi per guidare i battimani, Donnarumma salva ancora in mischia mentre Gervinho da due passi spara alto. Fine primo tempo e tutti a rinfrescarci le ugole sperando di non crollare come con l'Atalanta. Ad inizio ripresa il Milan alza il baricentro, entra Cutrone in aiuto al pistolero Piatek (che ha dimenticato a casa le pallotole) ma non accade molto. Lo stadio capisce che si può vincere, Nino non molla un pallone, Ceravolo si danna l'anima ma proprio sul più bello irrompe Castillejo che, imbeccato da Suso batte Sepe.

Uno a zero Milan e morale sotto ai tacchi. Stavolta però i nostri non accusano il colpo e tentano in tutti i modi di tornare in partita. Il pubblico spinge, entrano Sprocati e Siligardi per Dimarco e Ceravolo. Proprio Siligardi, con un geniale anticipo di testa evita Donnarumma e calcia verso la porta ma Zapata salva sulla linea. La fede e la speranza di pareggiare scemano col passare dei minuti, qualcuno sopra di me afferma che “quando si perde il cronometro scorre più veloce” affermazione assolutamente vera perché l'orologio della partita torna prepotentemente a scorrere lento al minuto ottantasette quando Sprocati viene atterrato al limite da Borini. Punizione dalla famigerata “zolla Mutu”, Alves prende il pallone e voglio credere abbia affermato: “Ghe pensi mi”. Siluro sotto l'incrocio con tanto di “scrostamento” ragnatele e sguardo attonito di un perplesso ed impietrito Donnarumma. Uno a uno e via di corsa giù dalle scalinate verso il plexiglass. Dopo il gol non accade più nulla, i sei minuti di recupero scorrono via lentissimi, la strada per la salvezza è ancora lunga ma sicuramente meno ripida. Buona Pasqua.

di Luca Cavallina

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