Salto nel vuoto: da Empoli a Empoli, Parma svegliati come un anno fa

La squadra che fu di Andreazzoli impose una dura lezione ai crociati: che da lì in poi non sbagliarono più e vinsero il campionato

Il gol di Arek Milik - foto Ansa

Empoli ha segnato nel passato recente del Parma un punto di svolta cruciale. A Empoli è arrivata la sconfitta più cocente dell’anno scorso, quella dalla quale D’Aversa è riuscito a ripartire. Dopo la batosta, il tecnico è riuscito a cadere in piedi e a tenersi stretta la panchina. Ma non solo: anche a centrare una storica promozione che ha del sensazionale. Un anno fa, le truppe di Andreazzoli  si sono abbattute con grande forza su un Parma incapace di difendersi e provare a resistere alle folate taglienti della squadra toscana che affondava con convinzione e senza risparmiarsi su un gruppo esanime che in Toscana però si ritrovò

Sempre dopo un 4-0, sempre dopo una sconfitta pesante come quella subita in casa dal Napoli che ha fissato in maniera importante la panchina di D’Aversa, in bilico e arrivata probabilmente all’ultima spiaggia a Empoli, un anno fa. L’unica a salvarsi nella bufera empolese fu appunto la sua seggiola che si trasformò in trono quattro mesi dopo. Il febbraio nero è passato in archivio con un punto nelle ultime quattro gare. Le grandi del campionato, almeno le prime tre, sono state affrontate. Per un po’ nel cammino del Parma ci saranno solamente scontri diretti con concorrenti che puntano lo stesso obiettivo del Parma. Un obiettivo certo non compromesso e per il quale c’è ancora tempo, a patto che si ritrovi compattezza e spirito di sacrificio. 

UN ANNO FA

Perché questo Parma non è più quello di D’Aversa, bravo a conciliare i risultati con prestazioni di sofferenza ma redditizie. E che adesso non riesce a capire di che male soffrano i suoi ragazzi, distratti e poco dentro alla partita in modo da concedere tanto e lasciarsi andare anche a qualche svarione che – alla lunga – potrebbe costare carissimo nel computo. Due match ball, contro Spal e Cagliari, sono stati gettati alle ortiche, altri due, quelli con Empoli e Genoa, dovranno in qualunque modo rappresentare un punto di svolta per una stagione positiva, al di là di quello che è successo in queste ultime uscite.

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Che febbraio non sia proprio il mese di D’Aversa è chiaro. Basti pensare a quello che è successo nella scorsa stagione (cinque punti in cinque partite) quando in mezzo alla tempesta il tecnico è riuscito a portare al sicuro una nave che poi ha salpato verso un mare fantastico. Adesso, nella tempesta, D’Aversa non c’è. E per evitare che ci finisca, bisogna che il timone venga girato nel verso giusto e la nave che adesso imbarca acqua da ogni parte devè chiamata in qualche modo a sterzare. Marinai e capitano: tutti dalla stessa parte.

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