Prandelli: "Darmian, che colpo: date tempo a D'Aversa"

L'ex CT è stato uno dei primi a credere nel terzino del Parma: "Mi ha colpito la duttilità, ha una facilità di corsa e una falcata eccezionale. Abbina qualità e quantità"

Matteo Darmian - foto Ansa

Cesare Prandelli è stato il primo a credere in Matteo Darmian, una delle note più positive di una domenica surreale che il Parma è stato costretto a vivere nel pomeriggio contro il Cagliari. Il destino gioca a volte brutti scherzi, quello che ha tirato al Parma è stato diabolico: una supremazia chiara, evidenziata dai numeri che però non è stata tradotta in punti durante una gara comandata per lunghi tratti, dove però le distrazioni sono costate carissime alla squadra di D'Aversa. Alla fine i punti sono quelli che contano e la gente si ricorderà di questa partita per lo zero in classifica, più che per le 14 occasioni da gol. Molte di queste scaturite dalle sgroppate di quel Matteo Darmian, che si è calato subito nella parte con grande attenzione. La disciplina ereditata dal calcio inglese sembra essere il suo forte, un soldato che abbina quantità e qualità e che ha datto al Parma un'impennata notevole. Una sorpresa per tutti forse, non per Prandelli che da CT ha creduto subito in lui. "L'ho portato in Brasile - spiega il CT in esclusiva a ParmaToday.it - avevo visto in lui un grande potenziale".

Prandelli-coverciano-2

Prandelli, l'ha sorpresa la decisione di Darmian?

"No. Darmian secondo me ha deciso bene, ha fatto un'esperienza importante in un club forte, storico, di grande tradizione. Era giusto che tornasse in Italia".

Parma è la piazza ideale per rilanciarsi?

"Credo di sì, perché è una piazza tranquilla e ambiziosa allo stesso tempo".

Ha visto la partita domenica?

"Certo. Darmian è stato sicuramente uno dei migliori. Nulla di nuovo per me, l'ho convocato nel 2014 per uno stage, poi l'ho inserito nella lista dei 23 per andare in Brasile".

Cosa l'ha colpita di Darmian?

"La sua duttilità. Può giocare a tre, a quattro, a cinque, per lui non fa differenza. È un giocatore che ha una grande facilità di corsa, fa della quantità anche molta qualità, è un ragazzo serio, sa costruire, ha una falcata straordinaria. Devo dire che il Parma ha avuto una grande idea: che bell'acquisto. Di lui ho un ricordo straordinario, è un ragazzo molto educato. Ha personalità, è uno taciturno e tranquillo. Ma in campo si fa sentire, ve lo garantisco. E' un giocatore di carattere".

Come giudica questo inizio del Parma?

"Beh, il campionato è appena cominciato. C'è bisogno di trovare equilibrio, bisogna che ai giocatori si trovi la giusta collocazione. Sicuramente serve del tempo a D’Aversa".

A proposito di D'Aversa: che impressione le ha fatto? 

"D’Aversa è molto serio, è uno concreto, lavora e senza fronzoli raggiunge gli obiettivi. Promozioni su promozioni, poi la salvezza. Gli allenatori nascono in un certo modo poi l’esperienza li porta a implementare il lavoro con altre idee, una specie di commistione che può portare a cambiare filosofia, senza perdere l'identità che li caratterizza".

Sembra che il suo intento sia quello di provare a 'giocare di più'.

"Dipende dall'obiettivo che la società e D'Aversa hanno concordato. Come capita a tutti gli allenatori da qualsiasi parte del mondo però: se giochi bene la gente vuole i risultati, se fai i risultati vogliono che giochi bene. Ogni città ha le sue caratteristiche, molte di queste dipendono anche dalle esigenze culturali. Le città particolari di grande cultura apprezzano il bel gioco. Se vinci giocando male, ma nell'arco della partita fai 8' di azioni manovrate, la gente si ricorda di te. Ma cosa significa bel gioco? E' un dibattito destinato ad andare avanti nel tempo. Se vinci non è bel gioco? E' il destino di noi allenatori".

E Prandelli? Cosa farà in questa stagione?

"Aspetto un'occasione. Io in questo momento faccio il mio lavoro senza una panchina. Ma mi tengo aggiornato. Stiamo a vedere cosa succede".

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