Parma, Gervinho e Sprocati sì, Sierralta no

Il difensore cileno esce anzitempo dall'allenamento per una lesione di I grado

Francisco Sierralta - foto Parmacalcio1913.com

Stavolta non ha avuto neanche il tempo per pensarci, Roberto D’Aversa. Del rientro in gruppo di Gervinho – programmato, accompagnato dalla settimana scorsa – il tecnico non ne ha quasi parlato con nessuno, dato che per un giocatore che rientra, un altro lascia. Una pedina importante e fondamentale nel percorso di questo periodo ha gettato la spugna. Il combattente Francisco Sierralta è crollato in allenamento. Per il giocatore, durante l'allenamento di giovedì, si tratta di un risentimento muscolare. Gli esami a cui si è sottoposto questa mattina hanno riscontrato una lieve lesione di I grado al bicipite femorale destro

L'assenza, strategica la sua posizione ibrida tra terzino destro in una difesa a quattro e primo centrale dei tre, pronto a scivolare sull'out di destra, è di quelle pesanti, perché impedisce a D’Aversa di affidarsi con discreta sicurezza alla difesa abbottonata. Senza Sierralta infatti, manca, oltre alla garra cilena, anche e soprattutto un cambio nella retroguardia, dato che i tre centrali deputati a svolgere quelle mansioni (Iacoponi, Bastoni, Gagliolo), sono per due terzi mancini. La difesa a tre quindi, che in fase di non possesso diventerebbe a cinque, sarebbe senza ricambi qualora qualcuno dovesse arrendersi prima del tempo. Visto il periodo, forse D’Aversa pensa che è meglio non rischiare. Anche se a 48 ore dalla partita resta comunque una possibilità. Che il tecnico si riserva di valutare.

Senza Sierralta crolla l’impalcatura? Forse sì, in quanto il 3-5-2 potrebbe risentirne almeno dal punto di vista numerico. E Gervinho, a questo punto, diventerebbe quasi una scelta obbligata dal primo minuto. Se la scelta dovesse ricadere sullo scacchiere classico del 4-3-3, con l’ivoriano pronto a svariare su tutto il fronte d’attacco: prima punta con alle spalle Ceravolo e Siligardi, o esterno a supporto della Belva. Ma la coperta è corta anche davanti: senza Inglese e Biabiany, con l’acerbo Schiappacasse, D’Aversa rischierebbe le tre punte dal 1’? Difficile: la costante però è sempre una: si lavora sempre con l’acqua fino al collo. Così diventa scomodo nuotare.

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