Parma, oltre Gervinho c'è di più: corsa, zelo e gol

Condizione fisica (111.599 i chilometri percorsi, la squadra che corre di più), crescita mentale (dopo lo svantaggio non è calata la tensione) e i gol (tre, il primo e il secondo frutto del nuovo corso)

Gervinho - foto Ansa

Oltre a Gervinho c'è di più. Il Parma di Udine ha stupito oltre che per la rimonta, anche per la condizione fisica mostrata in campo, quella mentale che Bruno e i suoi hanno messo in evidenza dopo lo svantaggio, di cui sono conseguenza i tre gol. E' un Parma nuovo, rispetto alle passate edizioni targate D'Aversa. Un Parma nuovo che all'apparenza è sembrato vecchio, visto che ha subito dieci tiri nello specchio (19 totali) e che Sepe è stato il grande protagonista dopo l'ivoriano, autentico trascinatore e, soprattutto, visto che ha sfruttato il cinismo dei tre tiri verso lo specchio conservando come nelle belle giornate della passata stagione il 100% della percentuale realizzativa. 

Nonostante questo, il Parma dell'anno scorso appare più distante, almeno nelle intenzioni di sviluppo del gioco, nella forza mentale, nelle trame tessute. E con questo Gervinho (che appartiene al passato dal quale non si può prescindere del tutto), probabilmente D'Aversa avrà più modi per centrare gli obiettivi di domenica in domenica. La brillantezza fisica con la quale il Parma ha cercato di prendersi il campo prima e dopo lo svantaggio - andando oltre alla tempesta che imperversava, dalla quale D'Aversa è uscito illeso grazie al suo portiere - è un punto dal quale ripartire sicuramente. In questa pausa per le Nazionali il tecnico lavorerà per cercare di inserire al meglio Matteo Darmian e Giuseppe Pezzella, esterni mancanti di un 4-3-3 che potrà contare su gente di spinta. Anche se oggi come oggi è difficile fare a meno di Gagliolo per tempra ed efficacia. Si rivede un po' in lui il Parma di Udine, già primo per chilometri percorsi (111.599 di media), in due gare. 

Oltre al dato fisico che denota la brillantezza frutto di una preparazione mirata, va messa in evidenza la forza mentale di una squadra che non è crollata dopo lo svantaggio. Vuoi per bravura del portiere, vuoi per un pizzico di fortuna o per la mancanza di precisione delle punte friulane, il Parma si è tenuto aggrappato alla partita e laddove mostrava seganli di debolezza nello scorsa stagione, almeno in questa partita (e in quella contro la Juventus in parte) la squadra di D'Aversa ha esibito segnali di maturità a livello mentale, non è crollato ed è rimasto in piedi fino a vincere la partita controllando dopo il pari e subendo poco la squadra di Tudor. 

Andata sotto e travolta dalle sgroppate di Gervinho e dal genio di Kulusevski, autore di due assist e di una prestazione super che sta provando a ripetere in Nazionale Under 21. Il pallone regalato all'ivoriano per l'1-1 è frutto del nuovo corso, quello che prevede pressing più alto e verticalizzazioni immediate. Velocità di esecuzione e ribaltamento del fronte: Kulusevski lo sa fare e lo ha dimostrato. Anche nell'azione del secondo gol, chiusa da Gagliolo che si è spinto talmente tanto in avanti da entrare in area e bruciare tutti. Dopo di che gestione e cinismo hanno contribuito a schiantare un'Udinese sanguinante e ferita nell'anima, rimasta attonita quando Inglese ha fatto il resto. 

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