VISTA DALLA CURVA | Prepararsi per i play off

Luca Cavallina ci riporta nel cuore della Nord

Se il calcio fosse una scienza esatta i crociati non avrebbero mai perso questa partita ma in questo bellissimo e crudele giuoco ha ragione chi fa gol, chi lotta su ogni pallone e chi si difende con tutta la grinta possibile quindi chiariamo fin da subito che l’AlmaJ….. (La parola con la J. èsottoposta a censura) Fano non ha rubato nulla, ha semplicemente giocato la sua partita perfetta ed ha avuto la fortuna necessaria per portare a casa il risultato pieno.

Le premesse per riprendere la marcia dopo i due mezzi passi falsi con Forlì e Mantova c’erano tutte: curva piena e festante, giornata primaverile che invitava a sostenere ancora più forte i nostri colori ed avversario sulla carta abbordabile.

I crociati partono forte, forse caricati dalla splendida coreografia organizzata dai Boys per festeggiare i loro primi quarant’anni, provano subito a indirizzare il match nel verso giusto. Nei primi minuti si accendono mischie in area marchigiana, il Fano resiste e difende come può, qualcuno in curva vede rigori ovunque, vede complotti in ogni dove ed invece di sostenere la squadra non perde occasione per prendersela con l’arbitro. Molti anziché sostenere la squadra si perdono in recriminazioni assurde non vedono che le batterie del nostro Parma sono finite e cercano scappatoie per esimersi dalle responsabilità di tifare anche quando tutto gira storto, e fidatevi che oggi è veramente girato tutto storto.

Proprio dall’ennesima mischia in area granata scaturisce il contropiede ospite che, alla prima vera sortita offensiva, trovano il penalty approfittando di un intervento sciagurato, scellerato, osceno, assurdo di Nunzella in area di rigore. Il buon Leonardo manca il pallone e prende il pieno la caviglia dell’avversario, per Mastrodonato di Molfetta ( Ma a Molfetta fanno tutti gli arbitri??Vi invito ad analizzare il rapporto arbitri/abitanti della cittadina pugliese) è rigore. Rigore che Fioretti trasforma spiazzando Bassi.

Il primo tempo termina con un clamoroso errore di Nocciolini che a porta vuota spara alto. “Vedrai che finisce tre a uno per noi” Sentenzia qualcuno molto fiducioso in curva. “Adesso entra Calaiò e ci pensa lui” Ribatte un altro tifoso.

In effetti Calaiò entra ma l’antifona non cambia: il Parma macina (lentamente) gioco, attacca, sbaglia, cerca il pari ma non conclude in porta e quando lo fa Menegatti para, sventa ogni minaccia possibile, si supera su Scavone, anticipa Calaiò, perde tempo, tira l’acqua al suo mulino mentre il Fano continua a correre, triplica la marcatura su Baraye impedendogli sempre l’ultimo passaggio e costringe i crociati a far partire la manovra mai dai piedi vellutati di Scozzarella o Scaglia ma sempre da quelli più proletari e grezzi di Lucarelli.

Con lo scorrere dei minuti la carica del tifo crociato cala d’intensità mentre i tifosi del Fano, nell’ultima mezz’ora aumentati vistosamente di numero, spingono la loro compagine all’impresa.

Dieci minuti al termine, Calaiò cade maldestramente in area, piange, si dispera ma effettivamente non c’è nulla, solo l’invasato sotto di me continua vedere rigori, rigori ed ancora rigori, con l’ultimo non fischiato siamo già a quota ottocentodue in una sola partita, la verità invece è che la squadra non è più lucida, non gioca il pallone in modo semplice e manca veramente l’ossigeno: il cervello vorrebbe fare ma le gambe non obbediscono.

Finisce con l’incredibile vittoria del Fano, con la gioia, giusta, dei tanti supporters marchigiani e finisce con la Nord che saluta comunque la squadra invitandola a continuare a crederci. Oramai il primo posto è andato, annegato nei rimpianti dei risultati pessimi della prima parte di stagione, affogato in una campagna acquisti estiva scellerata e non-sense (tre prime punte, zero centrocampisti con elevata fisicità e due esterni scarsi di cui uno pure rotto) scappato in una rincorsa utopistica ad un Venezia più completo e più fortunato. 

Testa ai playoff, andiamo a riprenderci il secondo posto e ricarichiamo le pile perché la battaglia continua. 

Messaggio per i tifosi: non cerchiamo complotti, sosteniamo la squadra e poi sarà quel che sarà. Comunque sempre forza Parma.

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