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"Crisi, pandemia e guerra pesano come un macigno sui diritti delle donne"

Intervista ad Elisabetta Salvini, referente della Casa delle Donne di Parma: "Le donne pagano sempre il prezzo più alto: sono le più colpite dai licenziamenti e hanno dovuto rinunciare al lavoro per stare accanto ai figli durante il periodo di Didattica a Distanza"

"La crisi economica, la pandemia e la guerra pesano come un macigno sui diritti delle donne. Se i licenziamenti coinvolgono, in gran parte anche nella nostra città, personale femminile il conflitto bellico sembra essere governato da logiche solo maschili".  Elisabetta Salvini, referente della Casa delle Donne di Parma riflette sui temi delle rivendicazioni femminili per il giorno dell'otto marzo. Oggi pomeriggio si terrà un presidio (e non un corteo come annuciato) a partire dalle ore 18 in piazzale Corridoni. 

Qual'è la situazione del movimento delle donne a Parma ? 

"La sensazione è quella di una città che, su questi temi, si è un pò addormentata. C'è una difficoltà a tirare fuori le persone da casa, c'è una disabitudine a partecipare e a prendere parola. C'è una preoccupazione generale per la situazione economica: la crisi è molto sulle spalle delle donne e di tutte quelle soggettvità più precarie e vulnerabili. Nei momenti di massima crisi le donne, anche nella nostra città, sono soggette ad una maggiore vulnerabilità. L'altra preoccupazione è ovviamente legata alla guerra: dobbiamo capire come sarà possibile organizzare aiuti e accoglienza per chi sta fuggendo, per chi cerca di costruirsi un futuro". 

Crisi, pandemia e guerra: con quali parole interpretate quest'anno l'8 marzo ? 

"Un discorso che questo 8 marzo deve portare è quello di come il femminismo possa dare una lettura diversa della nostra società e farci comprendere come tutto questo non abbia senso. Parlo anche della retorica alla quale siamo sottoposte. Le parole di guerra si sono sostituite a quelle di pace. Sembra che tutto sia dominato da logiche unicamente maschili. Dall'altro lato c'è la retorica della donna madre che soffre. Le femministe russe hanno invece lanciato un appello ad un movimento internazionale che non si riconosce nelle patrie come terre dei padri ma in un'allenza transnazionale al di fuori delle logiche del patriarcato, della difesa dei confini nazionali e di un sistema economico che non è più possibile difendere"

Cosa manca, ancora oggi a Parma, per quanto riguarda i diritti delle donne? 

"La pace sarà un tema dominante del presidio di oggi. Abbiamo due stiscioni. Il primo è 'Ne usciremo lottando' che parla della lotta come mezzo per riaffermare delle conquiste, uscire non solo dalla pandemia ma da tutto quello che secondo noi non va: dalla precarietà fino alla sanità, sempre meno pubblica e gratuita. Il secondo striscione sarà 'Niente su di noi senza di noi' sul tema della disabilità.  Per quanto riguarda il lavoro i licenziamenti e gli aumenti dei partime riguardano soprattuto le donne che, del resto, sono state sempre le prime ad occuparsi dei figli durante il periodo di Didattica a Distanza. In questa situazione, difficile da gestire, le prime che hanno deciso di lasciare il lavoro, sono state le donne". 


 

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