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A Parma test sierologico gratis a chi fa il test per l'Aids

Ecco l'iniziativa della Regione Emilia-Romagna

 In Emilia-Romagna chi effettua il test Hiv puo' fare, gratuitamente e nella stessa occasione, anche il test sierologico per il covid-19. E' l'iniziativa messa in campo dalla Regione in occasione della Giornata mondiale contro l'Aids in programma domani, martedi' 1 dicembre. "Vogliamo aumentare lo screening contro il coronavirus, certamente, ma crediamo anche sia importante aumentare la sensibilita' di tutti nei confronti del test per l'Hiv", spiega l'assessore regionale alla Sanita', Raffaele Donini. In Emilia-Romagna sono sempre meno le persone che contraggono l'infezione da Hiv. I nuovi casi nel 2019 sono stati 209, rispetto ai 220 dell'anno precedente. Ma resta ancora alto il numero di chi arriva a una diagnosi tardiva: e' successo nel 58% dei casi e il 43% delle persone aveva gia' sviluppato l'infezione al momento della diagnosi. Il problema, spiega la Regione, e' dovuto soprattutto a una "errata bassa percezione del rischio in alcune fasce della popolazione", soprattutto tra gli eterosessuali. Questo si traduce in un lieve aumento di emiliano-romagnoli che hanno sviluppato l'Aids: 59 nel 2019 contro i 53 dell'anno precedente. "Tutte le ricerche ci dicono che cio' accade perche' dell'Hiv si parla ancora poco e male- spiega Donini- perche' ci sono ancora tanti pregiudizi nei confronti delle persone sieropositive e questi stereotipi portano a pensare che l'Hiv non possa mai riguardarci da vicino". Per questo, la campagna di quest'anno "vuole raccontare la normalita' dell'Hiv- afferma l'assessore- le storie di tante persone che convivono con il virus: una rassicurazione per chi sta iniziando il suo percorso di lotta, ma anche un monito per ricordare che non bisogna mai abbassare la guardia, adottare ogni precauzione e insieme non avere paura o vergogna di effettuare i test di controllo".

In Emilia-Romagna in 10 anni (dal 2010 al 2019) le nuove diagnosi tra i cittadini residenti sono quasi dimezzate, passando da 388 a 209 (-46%), con un calo piu' deciso negli ultimi anni. Le diagnosi del 2019 riguardano 165 uomini e 44 donne, con un'incidenza di 4,7 persone sieropositive ogni 100.000 abitanti. Guardando gli ultimi 10 anni nel loro complesso, il 74% delle persone sieropositive e' maschio, il 31% ha dai 30 ai 39 anni, il 68% e' italiano. La classe di eta' piu' colpita e' quella tra i 20 e i 49 anni (78%), i casi di Hiv sono invece modesti tra i piu' giovani e negli over50. L'incidenza tra i maschi e' 11,4 casi ogni 100.000 abitanti, tra le femmine e' 3,8. Le persone straniere sieropositive sono poco meno di un terzo del totale (32%), piu' giovani rispetto agli italiani e per lo piu' di sesso femminile. La modalita' di trasmissione principale (88% nel 2019) rimane quella sessuale. Il 47% di tutti i casi e' dovuto a trasmissione eterosessuale ed e' proprio tra gli etero che la percezione del rischio e' piu' bassa: solo il 14% dei sieropositivi, infatti, l'ha dichiarata come motivazione del test di diagnosi. A livello provinciale, le nuove diagnosi di Hiv nel 2019 sono state: 47 a Bologna, con un'incidenza di 4,6 casi ogni 100.000 abitanti); 30 a Modena (incidenza 4,2); 24 a Ravenna (incidenza 6,1); 22 a Parma (incidenza 4,9) e Rimini (incidenza 6,5); 21 a Forli'-Cesena (incidenza 5,3); 20 a Reggio Emilia (incidenza 3,8); 13 a Piacenza (incidenza 4,5); 10 a Ferrara (incidenza 2,9)

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