Venerdì, 30 Luglio 2021
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"Aeroporto, con l'ampliamento della pista salute dei parmigiani a rischio"

Andrea Torreggiani, presidente dell'associazione No Cargo: "Porterà 6.900 tonnellate di inquinamento in più. Pizzarotti ed Effetto Parma? Ambientalismo di facciata: per i vantaggi che porterebbe l'intervento solo chiacchiere da bar"

foto: Duilio Lucian

L'allungamento della pista dell'aeroporto di Parma - fino a 3 chilometri per consentire l'arrivo degli aerei cargo - è il tema ambientale più rischioso per il futuro del sindaco Federico Pizzarotti, soprattutto in vista delle elezioni amministrative del 2022. Cittadini, comitati, associazioni e gruppi di persone si stanno oppenendo al mega progetto - finanziato dal Comune di Parma e dalla Regione Emilia-Romagna. Andrea Torreggiani è il presidente dell'associazione No Cargo che, insieme alle associazioni ambientaliste come Legambiente e Wwf e ai giovani di Fridays for Future Parma, stanno lottando contro l'ampliamento dello scalo cittadino. Per il primo cittadino - che pubblicamente ha sempre appoggiato anche i giovani che manifestano a favore dell'ambiente - potrebbe essere una vera spina nel fianco. 
 

Quali sono le ragioni principali della vostra opposizione all'allungamento della pista dell'aeroporto Verdi di Parma?

"Le ragioni sono molteplici, a partire dalla collocazione stessa dell'aeroporto all'interno del Comune di Parma.  È una infrastruttura nata nel dopoguerra come semplice campo volo con pista in erba di 800 metri, situato in aperta campagna, che ora si vorrebbe trasformare in un aeroporto internazionale, se non intercontinentale, date le continue dichiarazioni del presidente della societá di gestione che ambirebbe al Parma - New York. Ma negli anni, Parma è cresciuta e si è sviluppata (anche senza aeroporto), ed ora la pista è inglobata nel tessuto urbano cittadino. In questo contesto, allungare la pista fino ai 3 km per poter far atterrare e decollare gli enormi aerei cargo e prevedere ben 18339 voli all'anno, con ovvie conseguenze in termini di inquinamento acustico ed ambientale, è una scelta altamente dannosa e controproducente per il territorio. 

Parma è già la 38° città più inquinata d'Europa e le 6900 tonnellate di inquinamento (calcolo fatto con le informazioni di Infodata Il Sole 24 Ore) che porterà questa infrastruttura, renderanno la città invivibile, con i relativi danni alla salute delle persone e, in particolar modo, dei bambini. Oltre al danno alla salute, gli abitanti delle zone nord-ovest e sud-ovest dovranno fare i conti anche con la perdita di valore dei propri immobili; a Treviso, tutte le zone che subiscono il rumore aeroportuale, hanno avuto una diminuzione delle compravendite del 56%. Inoltre sarà una infrastruttura (privata) finanziata con denaro pubblico, denaro che dovrebbe essere utilizzato per migliorare la qualità della vita delle persone, non per peggiorarla. Infine la Food Valley: quanto tempo ci vorrà prima che venga ribattezzata Smog Valley? Ma pensiamo davvero che riusciremo ancora a promuovere la naturalità e la genuinità dei nostri prodotti tipici e della nostra filiera agroalimentare, quando saremo ai vertici della classifica delle zone più inquinate d'Europa ? Rischiamo di danneggiare gravemente decenni di comunicazione spesi per portare alto il nome di Parma nel mondo, con tutte le ripercussioni economiche del caso". 

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Siete soddisfatti della mobilitazione in occasione del presidio di sabato scorso e quali saranno i prossimi passi della vostra lotta?

"Molto soddisfatti, abbiamo avuto un feedback quantitativo e qualitativo eccezionale; la cittadinanza finalmente sta capendo quali saranno i danni di questo sviluppo aeroportuale.  In particolare gli interventi del Comitato di Varallo Pombia, a 6 km da Malpensa, e di ISDE, hanno chiarito inequivocabilmente quello che ci aspetterà; solo un pazzo o un suicida vorrebbe questa fine per sé stesso e per il proprio territorio. Insisteremo con questi momenti di informazione sul territorio, in collaborazione con i ccv, alcuni circoli, le parrocchie, etc., e questa attività la estenderemo anche ai comuni limitrofi che saranno interessati dall'impatto acustico ed ambientale degli aerei: Torrile, Colorno, San Secondo, Sissa e Trecasali.  Come sa, abbiamo appena depositato un ricorso al TAR assieme a Legambiente Parma e WWF Parma, una azione importante, perché siamo certi dell'illegittimitá del parere positivo dato dalla Commissione VIA; a breve partiremo con una campagna di crowfunding per le spese legali, ma già ora molti cittadini si sono fatti avanti per dare il loro contributo, segno che la preoccupazione ed il coinvolgimento, nella popolazione, sono alti. 

Poi, gli esposti: un esposto alla Procura della Repubblica in merito all'attuale lunghezza della pista è già stato presentato e tra poco verrà implementato con ulteriori informazioni, poi ne abbiamo un altro in preparazione; appena verrà depositato, faremo un comunicato stampa apposito. E ora ci occuperemo anche della questione degli espropri; vedremo se sarà possibile costituire un fronte comune degli espropriati per l'opposizione. Attendiamo anche un cenno da parte delle famiglie Barilla e Chiesi, che abbiamo sollecitato nel corso della manifestazione: abbiamo bisogno del loro aiuto, con le loro aziende perseguono la tutela dell'ambiente in maniera esemplare, non possono lavarsene le mani di una questione che metterà in pericolo la salute di tutti i loro concittadini.  Insomma, non lasceremo intentata nessuna strada finché non verrà messa la parola "fine" al progetto di sviluppo". 

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Cosa rispondete a chi sostiene che l'investimento per l'ampliamento dell'aeroporto è essenziale per il futuro di Parma e del nostro territorio? 

"Gli rispondiamo che ci piacerebbe vedere qualche dato a supporto di queste parole; senza dati certi, rimane una tesi da bar. Anzi, sappiamo che a fine 2018 venne fatto un sondaggio telefonico a tappeto nei confronti delle aziende di Parma per capire se avrebbero eventualmente utilizzato il servizio cargo. Non sappiamo chi fu a commissionarlo, ma siamo piuttosto certi del risultato: se il responso fosse stato anche vagamente positivo, il principale media locale avrebbe realizzato un inserto speciale, non si sarebbe limitato alla prima pagina. Non si è visto nulla, quindi..."

Qual'è la vostra idea di sviluppo sostenibile: quali provvedimenti attuerebbe se potesse decidere la politica ambientale e delle infrastrutture del territorio?

"Siamo in una emergenza climatica mondiale, al centro dell'area più inquinata d'Europa, servono scelte coraggiose, lungimiranti e, forse, anche scomode. Se non vogliamo vivere dentro ad una camera a gas peggiore di quella attuale, le merci e le persone dovranno viaggiare sempre di più su rotaia, queste sono le infrastrutture su cui si dovrà investire, e non è una questione solo di Parma, ma di tutto il sistema di comunicazione nazionale. Non ci dobbiamo inventare nulla, guardiamo come fanno i paesi che guardano avanti: Francia e Spagna che eliminano i voli a corto raggio, ad esempio, per non parlare del Giappone, che ora delocalizza gli aeroporti in mezzo al mare, raggiunti da treni ad alta velocità.  Qui da noi invece si festeggia il Parma-Bolzano e si spinge per avere un aeroporto ogni 100 km. Iniziamo con l'eliminare queste storture". 

Come giudica la politica 'green' del sindaco Federico Pizzarotti e della sua giunta. soprattutto rispetto alla questione aeroporto? In vista delle elezioni vi siete fatti un'idea rispetto a possibili alternative?

"Quello del sindaco e della maggioranza di Effetto Parma è un ambientalismo di facciata. Da oltre due anni cerchiamo un dialogo per spiegare le ragioni dei cittadini ma non solo troviamo le porte chiuse, riceviamo in cambio derisione. E questo non solo da parte del sindaco. Questa amministrazione non ha il coraggio di confrontarsi con i cittadini sugli argomenti ambientali, e non solo in merito all'aeroporto. Un esempio? Come associazione facciamo parte della Rete Parma a Dimensione Umana, che ha avviato una raccolta firme per chiedere alcune semplici attenzioni per informare i cittadini sulla qualità dell'aria a Parma; siamo arrivati a quasi 38.000 firme, eppure ancora la richiesta non è stata presa in considerazione dal comune. Non solo, abbiamo chiesto ai consiglieri di maggioranza di sottoscriverla, ed hanno rifiutato, alcuni addirittura sono scappati alla nostra vista. Una persona che tiene anche minimamente all'ambiente, almeno si sarebbe fermata per capire, per leggere i contenuti, per ascoltare i cittadini, invece nulla. Questa è una maggioranza autoreferenziale, scollata dalla realtà e scollata dai cittadini, un pessimo esempio di politica e di politici. In merito alle alternative, che ancora non sono ben delineate, non faremo sconti a nessuno: l'aeroporto sarà l'argomento chiave delle future elezioni, i candidati dovranno esprimersi molto chiaramente, e noi saremo altrettanto chiari nel comunicare ai cittadini le varie posizioni in merito allo sviluppo dell'aeroporto".

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Le associazioni e i comitati green sono una spina nel fianco per Pizzarotti: sarà presente una vostra lista alle prossime elezioni comunali come alternativa all'attuale sindaco? 

"La Rete Parma a Dimensione Umana, di cui noi siamo tra i fondatori, è oggi costituita da oltre 60 sigle che hanno a cuore l'ambiente e le persone di Parma. Ci siamo costituiti perché l'amministrazione comunale, in termini di azioni a favore dell'ambiente e delle persone, e in termini di dialogo ed ascolto dei cittadini, è praticamente inesistente, e riteniamo invece un diritto dei cittadini essere informati ed eventualmente partecipare alle scelte del futuro della città. Allo stato attuale, non credo che Parma a Dimensione Umana proporrà un proprio candidato o una propria lista ma, probabilmente, proporrà alle forze in campo per le elezioni un proprio "manifesto", fatto di azioni concrete e spunti di riflessione per una Parma del futuro, a Dimensione Umana, appunto.  I candidati e le persone appartenenti alle varie liste, se vorranno, potranno rispondere. Ma non basterà la sola risposta positiva o la solita promessa elettorale, verrà valutata anche la disponibilità storica dei candidati al dialogo con i cittadini, l'effettiva affidabilità, cercheremo di parlare con loro di persona per guardarli negli occhi, etc. Alla fine trarre o le nostre conclusioni; siamo 60 e più entità, ognuna delle quali ha un suo seguito di associati, volontari, simpatizzanti, conoscenti, etc., abbiamo un notevole potenziale".


 

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