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Martedì, 16 Aprile 2024
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Agricoltura, a Parma la Consulta provinciale: "Siamo nel cuore della food valley"

L'assessore regionale all’Agricoltura Alessio Mammi: "Questa è una fase complessa, data la situazione internazionale ma stiamo continuando a sostenere le imprese e i territori per la produzione, per portare sulle nostre tavole cibo di qualità e valore"

Un’agricoltura forte sui mercati nazionali e internazionali, con prodotti che rappresentano il cuore della food valley emiliana ma che oggi sconta le incertezze dovute prima alla pandemia e ora alla guerra in Ucraina, con pesanti rincari di materie prime ed energia.
È la fotografia emersa nel corso della riunione della Consulta agricola di Parma, con l’assessore regionale all’Agricoltura Alessio Mammi e i rappresentanti delle organizzazioni locali professionali agricole e agroalimentari.
Tra i temi affrontati anche l’allarme e gli interventi di prevenzione per la peste suina africana, di cui non è stato riscontrato alcun caso in Emilia-Romagna, quindi le trattative per il prezzo del pomodoro. Focus importante sul sistema irriguo locale, sul quale sono già stati finanziati 36,5 milioni di euro di investimenti, sebbene permanga il problema siccità.

“Parma è il cuore della food valley- ha affermato Mammi-, un’area fortemente vocata alla produzione agricola e agroalimentare di grande qualità. Questa è una fase complessa, data la situazione internazionale ma stiamo continuando a sostenere le imprese e i territori per la produzione, per portare sulle nostre tavole cibo di qualità e valore. Siamo a fianco delle imprese come dimostrano le tante misure attivate attraverso i bandi per attivare gli investimenti e le innovazioni aziendali”.

Un territorio, quello di Parma e provincia dove sono state ammesse quasi 20 mila domande sul Programma di Sviluppo Rurale, un quinto delle complessive domande regionali. I beneficiari sono stati 3.694, di cui 2.781 ditte individuali (29% donne, 12% giovani) e sul Programma di sviluppo rurale 2014- 2020 sono stati erogati 127 milioni di euro di contributi.

Parma: investimenti e progetti
Importanti gli investimenti nel settore idrico con 36,5 milioni di euro di interventi complessivi già finanziati, tra piano irriguo nazionale e Dpcm “Casa Italia”, assieme alle risorse ordinarie da fondi regionali per opere pubbliche e manutenzioni che ammontano a 151mila euro nel 2022, 195mila euro sul 2023 e 231 mila euro sul 2024. Nel territorio provinciale di Parma sono state ammesse 19.490 domande sul Programma di Sviluppo Rurale,
ovvero quasi 1/5 delle complessive domande regionali. I beneficiari 3.694, di cui 2781 ditte individuali (29% donne, 12% giovani). Sono stati concessi sul Programma di sviluppo rurale 2014- 2020, 127 milioni di euro di contributi.  Il 57% dei contributi si concentra nel territorio montano, ovvero in aree rurali considerate con problemi di sviluppo.

Gli 80 milioni di euro concessi sulla competitività hanno generato un volume titoli di investimenti pari a 182 milioni di euro. Si sono insediati 213 giovani agricoltori. Sono state finanziate oltre 17mila domande su temi della sostenibilità e della tutela ambientale, per i quali sono stati concessi 63 milioni di euro, di cui 52 milioni per il sostegno di tecniche di produzione biologica e integrata e per la tutela della biodiversità. Per lo sviluppo del territorio sono stati impegnati oltre 16 milioni di euro, per servizi alla popolazione, incremento della banda larga e ultralarga e attività del Gal.

Ai Gal, i gruppi di azione locale sull’Appennino sono stati attribuiti 10,3 milioni di euro, suddivisi in bandi e contributi concessi per la provincia di Parma. Nel corso del 2021 sono stati erogati sul territorio della provincia parmense 57,5 milioni di euro, di cui 38,5 milioni per le domande uniche della Pac, 18,4 milioni di fondi Psr, 440mila euro di aiuti di stato (bieticoltori), 175mila euro nel vitivinicolo. Per quanto riguarda la domanda unica/Pac i principali pagamenti diretti hanno riguardato per il pagamento di base 20,4 milioni di euro, il greening (le pratiche benefiche per il clima e l'ambiente) 10,9 milioni di euro,i bovini da latte 4,5 milioni di euro, il pomodoro da industria e da trasformazione 688 mila euro.

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