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Aumentano le famiglie in difficoltà, ParmaWelFare cerca volontari

Per diventare volontari non servono competenze particolari, basta il desiderio di mettersi in gioco nelle piccole cose quotidiane

Servono nuove energie per continuare a costruire una città di buoni vicini di casa, capaci di prendersi cura gli uni degli altri. A settembre Parma welFARE aveva chiesto di farsi avanti a chi aveva bisogno di un piccolo aiuto. Lo ha fatto con una campagna dal claim elementare, “Serve una mano?”, mettendo in primo piano le facce dei volontari di quartiere e in seguito quelle dei negozianti di vicinato perché diventassero ponti fra chi era in difficoltà e chi era pronto ad aiutare. 

Ma fra le nostre case, sono così tante le persone in difficoltà che hanno avuto il coraggio di chiedere, che ora i volontari non bastano più. Per questo Parma welFARE rilancia la campagna per ampliare la squadra di chi, fra 25 associazioni di volontariato e 10 Punti di comunità, già dedica il proprio tempo agli altri. 

Ancora una volta, l’appello a impegnarsi in prima persona usa parole semplici e dirette: “Dai una mano anche tu?”. La Campagna usa l’immagine giocosa dei volontari fra i palloncini colorati, a sottolineare la piacevolezza e la gioia di dedicarsi agli altri. Perché fare volontariato non è nulla di sfibrante o noioso, ma un’esperienza aggregante capace di cambiare la vita forse più a chi dà che a chi riceve.

Per diventare volontari non servono competenze particolari, basta il desiderio di mettersi in gioco nelle piccole cose quotidiane. Perché sono i piccoli gesti di cui tutti siamo capaci a fare la differenza: ti allungo la spesa a casa o le medicine, ti faccio uno squillo per sentire come stai, passo per un caffè, guardiamo insieme quella pratica online che ti sembra tanto complicata… Fra le fila di chi vuole dare una mano, c’è posto per chi ama la vivacità dei bambini o la calma degli anziani, per chi vuole sostenere una mamma o fare compagnia a una persona malata… 

C’è posto anche per chi ha capacità manuali e preferisce stare dietro le quinte, magari a rimettere in sesto qualche oggetto non più nuovo, come una carrozzina, ad esempio.

Non serve avere un tempo sconfinato per essere un buon “volontario di prossimità” a volte basta un’ora per alleggerire la giornata di chi è in difficoltà. Le associazioni lo sanno bene e continuano a scommettere su questo progetto che fa della capillarità e della rete i suoi punti forti. Associazioni e Punti di Comunità, in tandem, cercano di coprire città e provincia per non far scivolare nessuno dalle maglie di una rete che vuole sostenere i più fragili e le loro famiglie. Attualmente il progetto coinvolge Parma, Fidenza, Fontanellato, Sorbolo – Mezzani.

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