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Mercoledì, 28 Settembre 2022
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Sanità, il sindacato Snafi diffida l'Ausl: "Recluta medici con contratti sbagliati"

Secondo lo Snami non è "né corretto né legittimo che medici ai quali viene richiesto il possesso dell'attestato di idoneità siano incaricati con forme contrattuali difformi da quelle prescritte dalla normativa

Per rafforzare il Pronto soccorso e l'area di emergenza-urgenza l'Ausl di Parma recluta sette medici libero professionisti. Ma si becca la 'diffida' dello Snami, perchè dall'atto di conferimento degli incarichi risulta che l'azienda intende applicare contratti diversi da quelli vigenti per l'emergenza territoriale. E' lo stesso sindacato dei medici a portare alla luce lo scontro, con una lettera inviata sia al commissario dell'Ausl di Parma, Massimo Fabi, sia all'assessore regionale alla Sanità, Raffaele Donini.

Proprio con la Regione, peraltro, non più tardi di una settimana fa, lo Snami e gli altri sindacati di categoria hanno siglato un accordo proprio sui medici dell'emergenza territoriale, nel quale si fissano paletti ben precisi anche dal punto di vista contrattuale. In questo caso, peraltro, il problema è doppio. "Approfondendo la lettura degli idonei in graduatoria- segnala lo Snami- ci risulta che parte di questi siano attualmente iscritti ad una Scuola di specializzazione in medicina nelle Università di Parma, di Modena e Reggio-Emilia e di Siena. Il proporre loro tali incarichi in questa forma potrebbe dare origine a contestazioni e financo comportare l'espulsione della scuola di specializzazione dagli stessi frequentata", ammonisce il sindacato. Peraltro, secondo lo Snami lo stesso bando emanato dall'Ausl di Parma per questi incarichi è da considerare "anomalo", perchè prevedeva "la possibilità di partecipazione per coloro in possesso di specifici requisiti", cioè laurea in Medicina, iscrizione dell'Ordine, specializzazione in Anestesia e rianimazione o in Medicina d'urgenza, oppure l'abilitazione regionale all'emergenza sanitaria territoriale. Tutte categorie che, però, "di fatto possono essere incaricate mediante le convenzioni esistenti, siano esse di medicina generale o specialistica".

Secondo lo Snami, dunque, non è "né corretto né legittimo che medici ai quali viene richiesto il possesso dell'attestato di idoneità siano incaricati con forme contrattuali difformi da quelle prescritte dalla normativa, né tantomeno riteniamo opportuna l'intermediazione di associazioni di volontariato per l'attribuzione di incarichi come medici dell'emergenza territoriale operanti nel sistema 118". Un affidamento di incarichi di questo tipo, dunque, è "estraneo alle convenzioni violi i dispositivi contrattuali vigenti". Secondo il sindacato, dunque, "la copertura delle vacanze organiche di settore nel parmense deve avvenire nel rispetto delle forme contrattuali in essere, anche considerato che il numero di zone carenti bandite risulta a noi poco coerente con il numero di mezzi di soccorso esistenti sul territorio". A fronte di 10 automediche operative nel parmente, infatti, sono state bandite "sole sei sei unità mediche". Lo Snami invita dunque l'Ausl di Parma a "ricondurre tutti i medici operanti nel settore dell'emergenza territoriale alle forme contrattuali normativamente previste, interrompendo quella che riteniamo una impropria e inopportuna atipica variante, estranea al disciplinato, contrattato e contrattualizzato, che con una esternalizzazione dei rapporti di lavoro causa pregiudizio ai professionisti regolarmente iscritti alle graduatorie oggi impossibilitati nel veder applicati gli istituti previsti per tutte le sedi di automedica, generando tra i medici 118 della provincia un'importante disparità di trattamento retributivo e contributivo, al netto delle polizze assicurative previste dalla negoziazione nazionale e regionale". Il sindacato chiede infine la convocazione di un tavolo per "una migliore definizione delle problematiche" e applicare il recente accordo regionale sul territorio di Parma. (Agenzia Dire) 

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