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Borgotaro e Punto Nascite: "Ecco il calvario di mia figlia: ha partorito in emergenza grazie a un medico di Parma"

Fausto Moglia è diventato nonno per la seconda volta: la sua lettera è un atto d'accusa contro i consiglieri del Pd che hanno votato la chiusura del Punto Nascite

LA REPLICA DELL'AUSL DI PARMA: "NESSUNO E' STATO ABBANDONATO AL SUO DESTINO" 

Borgotaro e soppressione del Punto Nascite. Fausto Moglia è di Borgotaro ed è diventato nonno per la seconda volta: sua figlia, che si è recata all'ospedale di Borgotaro per una visita, ha partorito all'ospedale di Parma non essendo riuscita a raggiungere l'Ospedale Di Vaio, dove avrebbe dovuto partorire. Moglia ha scritto una lettera di accusa contro chi ha votato il provvedimento che ha portato alla chiusura del Punto Nascite in Regione: la lettera è indirizzata in particolare ai consiglieri del Pd. Raffaella Delpoio, donna vittima di usura e sempre impegnata sul fronte sociale ci ha raccontato la sua storia. 

IL RACCONTO - "Questa notte, sono diventato nonno per la seconda volta. Alle 15:00 del 6 giugno mia figlia ha avvertito i primi dolori e si è recata all'ospedale di Borgotaro per una visita ma l'ostetrica di turno gli ha detto che il collo dell'utero era ancora chiuso, la ha mandata a casa dicendo di stare tranquilla che sarebbero passati ancora diversi giorni, lei torna a casa anche se non tranquilla. Una madre si sente quando arriva il momento, ma si fida di quella sanità che dovrebbe garantire sicurezza. Verso sera i dolori sono diventati forti, i classici dolori da parto e in tutta furia sono andati al Pronto Soccorso dove nessuno si è assunto la responsabilità di farla partorire lì ma anzi non sono neppure stati in grado di coordinare l'emergenza, chiamare un'ambulanza per portarla all'Ospedale di Vaio, luogo in cui era previsto partorisse. Dopo un quarto d'ora, e mentre i suoi dolori si ravvicinavano sempre di più si sono resi conto che nessuno aveva chiamato il mezzo e dopo averlo finalmente chiamato hanno dovuto ancora attendere l'arrivo per circa mezz'ora. La velocità media dell ambulanza era di 160/180km/ora e lei stesa su una lettiga cercava di tenersi per non cadere e di respirare e gestire le spinte. Il marito dietro con l'auto che correva per arrivare in tempo, pieno di paura per lei, per il piccolo, senza poterle essere di conforto. A Vaio non ci sono mai arrivati, han dovuto dirottare su Parma, dove un medico che non l'aveva mai vista ha cercato di lasciar finire questo parto nel migliore dei modi. Appena ho saputo della nascita sono corso da lei, due ore di tempo tra tragitto, code, parcheggi". 

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