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Gli attivisti che occupano la strada per il Petitot

I ragazzi e le ragazze di Ultima Generazione hanno protestato a Parma per chiederne la riqualificazione

Nove persone aderenti alla campagna “Fondo Riparazione” di Ultima Generazione lungo viale S. Michele, hanno rallentato il traffico occupando le strisce pedonali, permettendo comunque il passaggio delle auto; le persone sulle strisce con banner e volantini utilizzano questa posizioni per parlare con i passanti. In questo caso ciò che i manifestanti chiedono è lo stato della riqualificazione del Casinetto Petitot : “Perché il Casinetto Petitot – dicono i manifestanti -  era nato come polo di verde pubblico alternativo al Giardino Ducale, realizzato col preciso scopo di favorire la ripresa economica e sociale. Un luogo di trasmissione di idee, di cultura, di apertura verso un mondo in costante trasformazione. Siamo qui perché un opera dai grandi ideali è oggi ridicolizzata ad una sorta di spartitraffico naturale”.

PARMA SOFFOCA DI SMOGCOME TUTTE LE CITTA’ LA CITTA’ EMILIANE

"La politica locale è sempre quella dei grandi annunci, che restano tali. Parma ha bisogno di scelte nuove e concrete, non bastano più le domeniche ecologiche per risolvere i continui superamenti dei livelli di smog e PM10. La riqualificazione del Casinetto Petitot può restituire alla città uno spazio vivibile, ridandogli la dignità storica ed artistica che merita". 

A Maggio Ultima Generazione sarà in mobilitazione per tre settimane. Questa mobilitazione non ha a che fare con la crisi ecologica di per sé, ma con il grave stato in cui versa la nostra democrazia, che in un susseguirsi di governi inetti ci presenta di fronte a una crisi epocale in mutande e con un Governo più interessato a rafforzare il proprio potere incriminando e soffocando le voci della protesta e del dissenso che proteggere i propri cittadini. Maggio non è per la crisi climatica, ma è perché meritiamo una democrazia capace di farvi fronte. Invitiamo tutti i giornalisti e le giornalisti a partecipare con noi alle grandi giornate di mobilitazione dell’11 e del 25 maggio. 

"Chiediamo un fondo di riparazione" 

La nostra richiesta è di un Fondo Riparazione preventivo, permanente e partecipato da prevedere annualmente nel bilancio dello Stato. I soldi dovranno essere ottenuti attraverso l’eliminazione dei Sussidi Ambientalmente Dannosi (SAD), la tassazioni degli extra-profitti delle compagnie fossili, il taglio di stipendi premi e benefit ai loro manager, delle enormi spese della politica e delle sempre più ingenti spese militari.  Per questo continueremo a scendere in strada, a fare azioni di disobbedienza civile non violenta, assumendoci la responsabilità delle nostre azioni, affrontando la repressione, tribunali e processi.

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