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Caso dei formaggi similari, Bertinelli si autosospende

Il presidente del Consorzio e vicepresidente nazionale di Coldiretti: "Ho convocato il comitato esecutivo per dare mandato ai sindaci revisori di effettuare tutte le verifiche necessarie ed esprimersi sull’eventuale mia incompatibilità con il ruolo di presidente, a tutela della mia persona, del Consorzio e dell’Associazione che rappresento"

"Di fronte agli attacchi personali ho ritenuto necessario autosospendermi immediatamente dalle cariche che ricopro a livello provinciale, regionale e nazionale in Coldiretti – associazione che da sempre si batte contro il fenomeno della produzione di formaggi similari".

Così Nicola Bertinelli, imprenditore parmigiano, presidente regionale e vice presidente nazionale di Coldiretti oltre che presidente del Consorzio del Parmigiano Reggiano, affida a Il Punto Coldiretti - Giornale di Informazione per le imprese del sistema agroalimentare - la sua risposta dopo le accuse di inconciliabilità con lo statuto del Consorzio del Consorzio del Parmigiano Reggiano che definisce l'impossibilità per i suoi caseifici di produrre prodotti appartenenti alla 'stessa tipologia merceologica del Parmigiano e con questo comparabile e/o concorrenti'. Al centro della questione c'è il 'Senza', formaggio di filiera a pasta dura, stagionato 23 e 36 mesi, prodotto dall'azienda Bertinelli ma con caglio vegetale e non animale, pensato a posta per il consumo dei vegetariani e quindi con una tecnica diversa. 

"Un atto di responsabilità e trasparenza per non assecondare il gioco dei nostri avversari, chiaramente finalizzato ad incrinare la reputazione della nostra Coldiretti. Mio malgrado - conclude Bertinelli - sono infatti stato chiamato in causa in merito alla produzione e la vendita del formaggio denominato “Senza” realizzato dal caseificio di famiglia senza caglio animale, la cui produzione è stata autorizzata nel 2013 dal Ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali, con ricetta e con una tecnologia differenti da quelli adottati per la produzione di Parmigiano Reggiano e quindi non comparabile e non concorrente con esso. Per i doverosi chiarimenti negli Organi preposti, ho comunque convocato il comitato esecutivo del Consorzio del Parmigiano Reggiano per dare mandato ai sindaci revisori di effettuare tutte le verifiche necessarie ed esprimersi sull’eventuale mia incompatibilità con il ruolo di presidente, a tutela della mia persona, del Consorzio e dell’Associazione che rappresento". 

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