Cassa di Espansione del Baganza: presentato il modello fisico

Ecco come sarà

Il tema è difendere Parma e il territorio circostante, da un punto di vista idraulico, da piene come quella del 2014. La soluzione è un invaso con paratie mobili e, a monte, argini per contenere l'acqua in eccesso nel caso di piene violente ed eccezionali. È la cassa di espansione sul torrente Baganza, di cui oggi è stato presentato il modello fisico realizzato su incarico dell'Agenzia interregionale per il fiume Po (Aipo), dall'Università di Parma presso il Polo scientifico di Aipo a Boretto, in provincia di Reggio Emilia, alla presenza dell'assessore regionale alla Difesa del suolo, Paola Gazzolo, dell'assessore alla Pianificazione e opere pubbliche del Comune di Parma, Michele Alinovi, del consigliere provinciale con delega a pianificazione e programmazione Gianpaolo Cantoni e del direttore Aipo, Luigi Mille. Presenti anche Paolo Ferrecchi, direttore generale dell'Ambiente e cura del territorio della Regione e la dirigente del settore Difesa del suolo, Monica Guida. Il progetto esecutivo si concluderà entro il mese di novembre e la gara per l'affidamento dei lavori potrà partire nei primi mesi del prossimo anno. L'inizio dei lavori è previsto per l'estate 2020 e il cantiere terminerà nell'arco di 5 anni. "Inizia il conto alla rovescia verso l'apertura del cantiere: entro novembre sarà concluso il progetto esecutivo, quindi l'opera andrà in appalto e a giugno del prossimo anno partiranno i lavori - spiega Gazzolo -. Per realizzare la Cassa saranno estratti in tutto 3 milioni 200 mila metri cubi di terra e ghiaia: solo una parte sarà reimpiegata nel cantiere".

"Il materiale in esubero, pari 1 milione 800 mila tonnellate, ha un valore quantificato in più di 6 milioni di euro con una delibera della Giunta regionale già assunta lo scorso lunedì: sarà messo a disposizione di Aipo per ulteriori opere pagate in compensazione, cioè con la cessione del materiale a chi svolgerà i lavori. L'obiettivo è destinare alla sicurezza idraulica delle aste fluviali del Parma e del Baganza tutti i fondi disponibili, fino all'ultimo euro, comprese le economie legate all'appalto, a conferma di un impegno che non si è mai fermato e che continua, anche in questi giorni, in cui ricorre il quinto anniversario dell'alluvione dell'ottobre 2014". "La presentazione del modello fisico della cassa di espansione del Baganza - sottolinea Alinovi - rappresenta un momento significativo che ci avvicina sempre di più all'inizio dei lavori di realizzazione dell'importante infrastruttura, che metterà al sicuro dal rischio di gravi alluvioni oltre 100 mila abitanti, scongiurando per sempre quanto avvenuto nel 2014". "Va sottolineata l'importanza della collaborazione tra Aipo e le università, in questo caso quella di Parma - commenta Mille -, e la serietà del lavoro di analisi e verifica progettuale. Un'opera di grande valore, prevista dalla commissione De Marchi fin dal 1967, che darà sicurezza a Parma e Colorno e che quindi è stata progettata con il massimo livello di competenza tecnica e scientifica".

Il progetto della Cassa previsto da 'Italia Sicura' e inserito nel Piano nazionale sul dissesto idrogeologico, è stato finanziato per 55 milioni di euro, a cui si sono aggiunti 6 milioni da parte del ministero delle Infrastrutture, per gli ulteriori costi derivanti dalle prescrizioni tecniche per le grandi dighe richieste dal Consiglio superiore dei lavori pubblici. La Regione, assieme ad Aipo, Autorità di Bacino del fiume Po e Provincia di Parma, ha lavorato per individuare il progetto che meglio risponde alle esigenze di sicurezza degli abitati di Parma e Colorno: una cassa di espansione a sud della città, collocata nel punto più adeguato per gli obiettivi di sicurezza idraulica e dell'impatto sul paesaggio e sul territorio. "Abbiamo riservato grande attenzione - chiude Gazzolo - agli aspetti di sicurezza idraulica, ambientali e all'uso del suolo agrario, per ridurre al minimo gli impatti sulla falda, sulla vegetazione e sulla qualità morfologica del corso d'acqua e rispettare in pieno i parametri della Comunità europea". La cassa del Baganza occuperà un'area di 8,6 ettari, a circa 15 km a monte della confluenza con il torrente Parma, nel territorio dei comuni di Parma, Sala Baganza, Felino e Collecchio. Sarà formata da due comparti per la raccolta delle acque di piena, delimitate da argini di altezza variabile da 0 a 16 metri con una capacità di massimo invaso del bacino di circa 4,7 milioni di metri cubi di acqua.

Il percorso, avviato nel 2015 da Aipo con gli enti interessati e i portatori di interesse, sulla base del progetto preliminare, ha permesso di apportare miglioramenti, in particolare dal punto di vista ambientale e della tutela del paesaggio, recepiti nel progetto definitivo. La valutazione regionale di impatto ambientale (Via) è dell'aprile 2018. Alla presentazione del rendering sono intervenuti anche, fra gli altri, Fabrizio Storti, pro-rettore dell'Università di Parma, Vincenzo Chieppa del ministero delle Infrastrutture e Meuccio Berselli, segretario Autorità di bacino Po. Sabato 12 ottobre, per ricordare l'alluvione del 2014, si svolgerà l'iniziativa 'Insieme per il Baganza', voluta dal Comitato provinciale dei volontari di Parma e sostenuta da Aipo, Regione Emilia-Romagna e Comune di Parma. A partire dal primo pomeriggio, sarà possibile visitare la cassa di espansione del torrente Parma e poi, dalle 18 e 30, partecipare, presso il Centro giovani Montanara, a una recita di bambini e proiezione di video sull'alluvione e la nuova cassa del Baganza. La giornata si concluderà con una cena conviviale organizzata dai volontari della Protezione civile di Parma. (Adnkronos) 

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