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Lunedì, 27 Maggio 2024
COMMOZIONE / Pablo / Viale Piacenza

Cecchettin e la commozione del Bodoni: "Giulia, la figlia perfetta"

Gino racconta la figlia: "Aiutava tutti, anche la gente che non conosceva. Davanti alla violenza non possiamo fare silenzio"

L'Auditorium dell'istituto Bodoni gremito per la presentazione del libro di Gino Cecchettin, dal titolo ‘Cara Giulia, quello che ho imparato da mia figlia’. Un padre ferito ma estremamente lucido che ha dialogato con la giornalista Giovanna Pavesi, in un incontro emozionante con passaggi importanti nei quali Cecchettin ha svelato aneddoti inediti sulla figlia. Situazioni che ha scoperto dopo la morte della ragazza, grazie alle tante persone che hanno parlato di lei. La commozione ha accompagnato i ricordi, scandito il dialogo interrotto solo dagli applausi. Tutti per Giulia, barbaramente assassinata. Gino ha scelto la strada del coraggio: il coraggio di parlare, di raccontare, di mettere in guardia. "Giulia è stata la figlia perfetta, perché non ha mai dato problemi. Sin dall’infanzia e fino a quando è diventata adulta, anzi: ha sempre aiutato più di quello che sempre le abbiamo chiesto. Sin da quando era una bambina, aveva il desiderio di fare l’insegnante, in particolar modo l'insegnante di lettere. Quando andavamo a mangiare la pizza noi finivamo e, nella nostra tavolata, c’erano almeno altri 4, 5 bambini che stavano li a sentirla: lei faceva da maestrina agli altri e i genitori ringraziavano perché mai avevano mai mangiato una pizza in santa tranquillità. Aiutava in famiglia, aiutava i nonni nell’attività di vivaisti ma, soprattutto, aiutava persone che non conosceva.

Racconto un episodio che, secondo me, descrive veramente chi era Giulia. In quarta superiore, al Liceo Classico di Padova, ha aiutato una ragazza di prima che aveva difficoltà nell'inserimento. Aveva problemi di anoressia, problemi in famiglia e non aveva amici. Il Liceo Classico Tito Livio di Padova era uno dei più difficili. I docenti avevano chiesto a Giulia di dare una mano, l’hanno fatto come tentativo estremo perché anche loro vevano provato in qualsiasi modo a tirare su la giovane alunna senza riuscirci. E alla fine dell’anno io ho ricevuto una telefonata dal professore di italiano. Del suo rendimento eravamo a conoscenza, ma mi aveva telefonato per dirmi che aveva fatto una cosa della quale andare fieri. Era riuscita a far rinascere l’entusiasmo in questa ragazza, era riuscita a farla inserire ed avere amici. Io ho avuto l’opportunità di conoscere questa ragazza proprio per scrivere il libro: mi ha descritto una parte di Giulia che io non conoscevo, cioè: come lei si comportava in assenza della famiglia. Questa ragazza  ha capito che nella vita ci sono persone che ti possono dare di più e ti possono far vedere il mondo da un’altra prospettiva. Ora lei frequenta l’ultimo anno delle superiori, sta bene sta bene con la sua mamma e io sono felice che Giulia abbia contribuito in questo, perché questo è veramente il dono di una ragazza speciale".

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