Centri estivi, l'opposizione polemizza: manca programmazione

Nella seduta congiunta delle commissioni Cultura e Parità, la vicepresidente Schlein ha illustrato le linee guida, dall'uso delle mascherine, ai luoghi, alle direttive per tenere i bambini in gruppo

I centri estivi sono pronti per partire. E le regole contenute nel protocollo regionale sono state illustrate oggi nella seduta congiunta delle commissioni Cultura (presieduta da Francesca Marchetti) e Parità (presieduta da Federico Amico) dall'assessore al Welfare Elly Schlein.

Il comitato tecnico-scientifico, innanzitutto, ha integrato le sue linee guida con le proposte avanzate dalla Regione Emilia-Romagna, prevedendo non più la fascia di età 3-17, ma 0-17. Le linee guida prevederanno l'accessibilità degli spazi, i requisiti dei centri estivi, anche con la flessibilità sui possibili spazi da trovare. L'importante è che siano rispettate le regole base anti Covid, come tenere i bambini in gruppi poco numerosi. Dunque, i più piccoli in gruppi di 5, dai 6 agli 11 anni in gruppi da sette, dagli 11 anni in su si potranno formare massimo gruppi da 10 bambini.

Per quanto riguarda l'uso delle mascherine, è previsto per tutti coloro che partecipano alle attività dai 6 anni in su, ovviamente in base alle attività svolte. L'utilizzo andrà regolamentato in base al distanziamento che i bambini riusciranno o meno a mantenere. Riguardo agli spazi "abbiamo chiesto adeguatezza per quanto riguarda la sicurezza- ha sottolineato l'assessore Schlein-, ma allo stesso tempo abbiamo chiesto anche di essere creativi, utilizzando alcuni spazi o strutture delle scuole o altre strutture già soggette a particolari normative, ma anche ludoteche, fattorie didattiche, spazi per colonie estive, etc". Nel caso arrivassero più domande di ospitare bambini rispetto alla disponibilità dei centri, le linee guida prevedono alcuni criteri di selezione: avranno la precedenza i bambini e i ragazzi con disabilità, nuclei familiari con una documentata fragilità o con difficoltà nel gestire i figli (ad esempio casi in cui entrambi i genitori sono lavoratori, genitori single, impossibilità di utilizzare il lavoro agile o smart working, etc).

Ma sono linee guida che non convincono Valentina Castaldini di Forza Italia, che chiede "più chiarezza sui test sierologici e sui tamponi, fino all'uso delle mascherine: ad oggi noi sappiamo che è obbligatoria dai 6 anni in su, ma abbiamo bisogno di capire le modalità, quando indossarla, cercare di chiarire il più possibile se deve essere utilizzata anche nel gioco in movimento e nello stare all'interno dei locali. Su questi aspetti si decide o meno l'iscrizione in un centro estivo". Poca chiarezza rimproverata anche da Valentina Stragliati (Lega): "Molti hanno rinunciato a iscrivere i figli ai centri estivi per poca chiarezza e per i costi. Per questo vorrei sapere se sia o meno previsto un sostegno economico. E se sia previsto un sostegno psicologico sia per gli operatori, che devono gestire dei bambini che arriveranno 'diversi' per il carico emotivo subito, sia per i bambini stessi e i loro genitori".

Ma Andrea Costa (Partito democratico) sottolinea come "stiamo discutendo di regole concrete". Anche lui, però, chiede garanzia "sulle coperture dei sicuri disavanzi tra gestione e rette che pagano le famiglie". Silvia Piccinini (Movimento Cinque Stelle) evidenzia come "gli educatori sono coloro che, insieme ai bambini e alle famiglie, hanno pagato questa crisi. Andare a inserire nel protocollo la presenza dei volontari dai 16 anni in su è un aspetto critico, sarebbe opportuno dire che per quanto riguarda i servizi gestiti dal pubblico sarebbe meglio impiegare il più possibile gli educatori, non un generico 'operatori'. Sarebbe un'attenzione in più verso persone che hanno lavorato a intermittenza anche con una paga misera". E Simone Pelloni (Lega) fa notare che "ancora non sappiamo quanti centri estivi partiranno e quanti bambini dai 3 anni in su potranno accedere a questi servizi. E tutto questo denota mancanza di programmazione".

Per quanto riguarda investimenti e garanzie, l'assessore Schlein spiega che "il decreto Rilancio ha disposto 150 milioni per agevolare queste attività, ma non c'è ancora indicazione chiara su quanto sarà concesso al comparto per coprire costi aggiuntivi per numero di personale. Abbiamo ottenuto che il bonus baby sitter potesse essere utilizzato anche per l'accesso a questi servizi"

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