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Centro antiviolenza: da gennaio ad ottobre accolte 279 donne

Tra queste 260 hanno subito violenza: 157 violenza psicologica e 134 violenza fisica. Tutti i dati di Parma e provincia

"In occasione del 25 novembre - si legge in una nota del Centro Antiviolenza di Parma - come tutti gli anni, rendiamo pubblici i dati parziali del centro antiviolenza che vanno dal 1° gennaio al 31 ottobre 2020. Per ricordare che la riflessione sulla violenza di genere è da fare tutti i giorni; ci sono donne per cui la violenza è quotidianità e non una ricorrenza. Quest’anno abbiamo accolto 279 donne e tra queste 260 hanno subito violenza; 204 sono nuovi contatti mentre le restanti 56 stavano già facendo un percorso con noi. Le donne italiane sono state 89 e le straniere 76; per quanto riguarda il tipo di violenze, per la maggior parte le donne hanno riportato di aver subito violenza psicologica (157) e fisica (124) seguite  a quella economica (60) e sessuale (27).

La maggior parte delle donne si è rivolta a noi in cerca di informazioni (74), per un colloquio successivo di accoglienza (87); bisogno d’ascolto (57) oppure richiedendo consigli e strategie (53) o consulenza/assistenza legale (51) e psicologica (7). Tra queste 120 donne avevano figli/e; tra loro il 49% su un totale di 212 tra figli e figlie ha subito violenza. In ospitalità sono state accolte 23 donne con figli/e e 15 senza, per un totale di 39 minori e 77 persone accolte. Le notti di ospitalità sono state 2049. Per quanto riguarda il periodo Covid (1 marzo – 31 maggio) si sono rivolte a noi 158 donne che hanno subito violenza di cui 56 erano nuovi contatti (20 donne italiane e 22 straniere). Per un totale di 25 persone ospitate, tra donne e figli/e, con una media di 28 notti a persona.

In questo periodo di “restrizioni” la violenza non si è fermata ma per le donne è stato più difficile immaginare ed attivare percorsi di uscita soprattutto quando sono state costrette a restare in casa con chi la agisce o se temevano di non trovare risorse e supporto adeguato, anche perché spesso non si è a conoscenza del sostegno che è possibile trovare sul territorio ecc. I dati complessivi nel raffronto con lo stesso periodo del 2019 sono stabili (le donne accolte nello stesso periodo del 2019 erano state 272 e di queste 242 avevano subito violenza e quelle che avevano contattato il centro per la prima volta erano 209 mentre 33 quelle già in percorso) ma rispetto agli ultimi anni si è fermato quell’incremento che era costante.

La forte riduzione di accessi che era stata registrata nel periodo di lokdown di marzo – maggio è stata in parte compensata con l’aumento dei contatti e delle richieste di sostegno nei mesi successivi ma certamente l’emergenza Covid ha fortemente condizionato e bloccato l’attivazione delle donne che si trovano a subire maltrattamenti e violenze. Forti di questa consapevolezza il Centro Antiviolenza vuole ribadire e ricordare che c’è, è attivo sul territorio e il nostro lavoro a fianco delle donne non si ferma. Le donne possono continuare a rivolgersi a noi; prendere appuntamento con il Centro può giustificare lo spostamento anche da comuni della provincia; noi continuiamo ad accogliere le donne, pur con tutte le misure e le limitazioni che il Covid19 ci impone. Il Centro Antiviolenza c’è sempre ed è attivo.

La pandemia e le storie di donne violate e maltrattate sono state spesso affiancate nei racconti di tutta la stampa (a livello nazionale come locale) ma questo non ha consentito di superare i forti pregiudizi che tuttora accompagnano nell’opinione pubblica e negli organi di informazione le storie di violenza maschile. Ancora una volta in questo momento vogliamo, invece, portare l’attenzione sulla tematica
dell’ascolto non giudicante; sul rischio di vittimizzazione secondaria può portare le donne sopravvissute alla violenza a non denunciare. Anche per questo nasce l’evento “Immaginando un’altra narrazione...tra media, realtà e stereotipi” che presentiamo per il 26 novembre in
diretta streaming sui canali social dell’associazione per confrontarci con tre ospiti speciali sulla tematica della narrazione della violenza di genere. Abbiamo invitato a parlarne con noi Nadia Somma che ci spiegherà come viene narrata la violenza di genere e come dovrebbe essere raccontata; Lepa Mladjenovi? che parlerà del trauma e della violenza sessuale e come riportare questi casi nel rispetto delle sopravvissute e infine, Lorenzo Gasparrini interverrà su mascolinità tossica; narrazione del maschile e consenso. Noi vogliamo immaginare un’altra narrazione che rispetti la libertà e il vissuto di donne e uomini oltre gli stereotipi di genere.

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