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Lunedì, 29 Novembre 2021
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Chirurgia robotica, innovazione tecnologica ed esperienza dei professionisti al servizio del paziente

Due anni di operatività per il programma di chirurgia robotica. Oltre 320 gli interventi effettuati. Fabi: “Grazie ad investimenti mirati la nostra città oggi ha una piattaforma robotica condivisa, che permette interventi di alta complessità sfruttando al massimo le capacità dei nostri professionisti”

Prosegue a pieno ritmo l’attività di chirurgia robotica dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma. Iniziata con il primo intervento il 18 novembre 2019, ad oggi sono stati oltre 320 gli interventi effettuati con il Robot Da Vinci al Maggiore. L’ultimo eseguito proprio venerdì scorso su un paziente con tumore al polmone.  Attività chirurgica quella del Maggiore che dal 20 settembre di quest’anno è tornata a livelli antecedenti all’arrivo della pandemia. Dagli ultimi dati consolidati, infatti, gli interventi complessivi effettuati da fine settembre a fine ottobre sono stati 1.508 a fronte dei 1.531 dello stesso periodo del 2019.

L’attività robotica, il cui potenziamento va di pari passo con quello di tutti i comparti operatori del Maggiore, è cresciuta nel tempo grazie a una piattaforma tecnologica che opera tutti i giorni ed è utilizzata da quattro strutture (Urologia, Clinica Chirurgica generale Chirurgia toracica e Ostetricia e Ginecologia) che condividono risorse strumentali, logistiche e di personale afferenti a 3 dipartimenti: Chirurgico generale e specialistico, Cardio-Toracico-Vascolare e Materno infantile.

“La condivisione di risorse e di personale è il valore aggiunto della sanità del presente e del futuro. Nella nostra  piattaforma robotica – precisa Paolo Del Rio, direttore del dipartimento di Chirurgia generale e specialistica - si alternano realtà e complessità chirurgiche differenti che dividono spazi e competenze in un’ottica di multidisciplinarietà. Lo sforzo non è stato solo tecnico, dove si introducono metodiche nuove e complesse ad alta tecnologia gli operatori rimodulano le proprie conoscenze e potenziano la formazione. Vorrei infine ringraziare coloro che sono stati il collante di questa innovazione: gli infermieri del blocco ala ovest e gli anestesisti della 2° anestesia e rianimazione, diretta dalla professoressa Elena Bignami”.

“La nostra città  - conclude Massimo Fabi direttore generale Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma - oggi ha una piattaforma robotica condivisa, che permette interventi di alta complessità sfruttando al massimo le innovazioni tecnologiche e l’altissima professionalità degli operatori del nostro Ospedale. A maggior conferma che investimenti mirati e inseriti in una visone complessiva sono un valore aggiunto in termini di cura, formazione e ricerca e un vantaggio per un intero territorio. Il robot chirurgico ne è un esempio. Il risultato è stato possibile soprattutto grazie a un progetto che ha messo la priorità clinica del paziente al centro del sistema, fornendo la migliore e più moderna terapia chirurgica possibile”.

Il costo del Robot è stato  pari a 2.778.000 euro, sostenuto da fondi Aziendali e da una donazione di 1.000.000 di Fondazione Cariparma.

La piattaforma robotica è formata da una console chirurgica, un carrello paziente e un carrello visione. La console chirurgica rappresenta il centro di controllo del robot Da Vinci; è il sistema con cui il chirurgo si interfaccia e controlla il sistema endoscopico e gli strumenti EndoWrist (strumentario chirurgico che replica ed amplifica i movimenti della mano), attraverso due manipolatori e una pedaliera. Inoltre il chirurgo osserva il campo operatorio attraverso un visore stereo “full immersion” in HD-3D. Il carrello paziente è il componente operativo del sistema Da Vinci ed è provvisto di quattro braccia innestate su di un perno centrale girevole, che comandano l’endoscopio e gli strumenti chirurgici in modo da poter agire su tutti i quadranti del campo operatorio. Il carrello visione contiene l’unità centrale di elaborazione delle immagini. Inoltre, offre la possibilità di vedere il campo operatorio in tre dimensioni full HD (in grado di moltiplicare fino a 10 volte la normale visione dell’occhio umano) e di utilizzare movimenti naturali simili a quelli delle mani e delle braccia. La tecnica robotica riesce a filtrare e rendere pressoché impossibili eventuali tremori dell’operatore alla console, consente un’estrema facilità di accesso ad anatomie “difficoltose” e incrementa notevolmente la precisione nella procedura demolitiva e in quella ricostruttiva.

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