rotate-mobile
Attualità

"A Cibus visione patriarcale delle donne"

La protesta del Centro Antiviolenza e del Comitato Unico di Garanzia dell’Università di Parma

Polemiche per l'immagine della donna all'interno della manifestazione Cibus. Il Centro Antiviolenza e il Comitato Unico di Garanzia dell’Università di Parma prendono posizione. 

"La stampa locale in questi giorni sta dedicando ampio spazio agli eventi del Cibus - si legge in una nota del Centro Antiviolenza di Parma - alle presenze delle autorità (ministri, esperti, imprenditori ecc.) quasi esclusivamente uomini che in questi giorni si stanno alternando sul “palcoscenico” di una manifestazione internazionale che ha giustamente grande rilievo.

Tra gli articoli che hanno caratterizzato il racconto di questa importante manifestazione si riportano e si commentano le dichiarazioni delle diverse personalità, si pubblicano foto di gruppo ma per restare nella tradizione e “dare una nota di colore” non si perde l’occasione di raccontare della <> e di seguito una carrellata di donne, ragazze in posa per mettere in giusto risalto il proprio ruolo a Cibus.

Da sempre gli eventi fieristici generano la necessità di trovare standiste, ragazze che dovranno “riempire” con la propria presenza gli stand degli espositori, ingentilire gli spazi fieristici e <> gli appuntamenti dei <> che si affaticano tra gli stand. E’ quindi normale, consequenziale, fare una carrellata di foto delle tante <> e magari è possibile anche ammiccare con foto e titoli sessisti… in fondo è solo ..divertente.

Ancora una volta il parallelo è impietoso, evidente e preciso: gli uomini parlano, discutono esprimono il loro “potere” le loro “competenze” le donne “allietano”, portano a questa manifestazione la loro bellezza; un momento di piacevolezza, allietano gli uomini impegnati tra gli stand e li distraggono dalle fatiche di doversi occupare di temi impegnativi e essenziali per la nostra economia per lo sviluppo economico del nostro food.

Il contrasto è scioccante, la forza di quelle foto, che ci raccontano quale è “il ruolo” delle donne a questi importanti appuntamenti ci costringe, ancora una volta, a fermarci e ad interrogarci, forse proprio perché non ci stupisce ancora abbastanza e passa quasi inosservato perché avvezzi/e a questo modo di raccontare. Ma in quegli stessi giorni la stampa, la stessa stampa ha raccontato anche che, sempre in provincia di Parma, un uomo a pochi chilometri di distanza dalla Fiere di Parma ha cercato di uccidere la moglie, dopo averla sfregiata con l’acido.

Ma anche quella notizia non ci ha sconvolto e colpito più di tanto perché quell’uomo era un “ergastolano” era un uomo che aveva già conosciuto il carcere e, quindi, la cosa appariva, da subito, meno grave, più scontata… in fondo chi aveva cercato di commettere l’ennesimo feminicidio era qualcuno avvezzo all’uso della violenza e non solo contro le donne. Quella notizia non ci riguardava in fondo perché riguardava altri ambienti, altri mondi. Apparentemente le due cose erano lontane e senza alcuna connessione, alcun legame.

Ma per chi la violenza la conosce dalle storie delle donne, dagli incontri quotidiani con i ragazzi e le ragazze nelle scuole, dalle esperienze del vivere quotidiano quel legame era evidente, colpiva nella sua “banalità” perché in entrambi i casi le donne rivestivano un ruolo di predestinate, un ruolo che è voluto e scelto dagli uomini, dal modo in cui una società patriarcale (ebbene si, torna questa parola così divisiva) ci ha abituati/e a pensare che, alla fine, ognuno ha un ruolo predefinito in cui è bene stare, un ruolo che ci segna e che segna la nostra prospettiva. Un ruolo che ci rassicura e ci allieta le fatiche del vivere quotidiano. Quanto sarebbe importante provare a cambiare questa narrazione, provare a trovare altre parole, altre immagini per le donne e gli uomini di Cibus; raccontare uscendo dai ruoli stereotipati e da una storia già scritta da altri che si “schiaccia” e ci “costringe” a stare dove in molti si sentono più tranquilli, senza porsi molte domande. Come sarebbe importante “ribaltare” il punto di vista e darci una prospettiva diversa, cercare una diversa narrazione.

Le piccole, grandi discriminazioni quotidiane, i racconti stereotipati della figura femminile sono le basi su cui si fonda il ruolo di ciascuna/o di noi nel mondo che ci circonda, dello stare nelle relazioni tra donne e uomini, insieme agli altri. Tutti/e dovremmo provare a cambiare la narrazione per provare a dare una diversa prospettiva. Proviamo a cercare altre diverse “note di colore”.

"ll Comitato Unico di Garanzia dell’Università di Parma esprime la sua profonda indignazione e amarezza per l’articolo e le fotografie pubblicati da media locali relative a Cibus, la fiera internazionale che dovrebbe promuovere l’importanza della diversità alimentare, l’eccellenza e le novità dell’industria alimentare locale, italiana e internazionale, organizzata periodicamente nella nostra città, nota come “Città Creativa UNESCO per la Gastronomia”.

Quanto scritto e quanto rappresentato, anziché valorizzare l’importanza di questo momento per la nostra città, offende l’immagine delle donne, attraverso il solito schema comunicativo, usato per imporre il dominio patriarcale - oggi fortunatamente ben noto - fondato sull'oggettivazione sessuale delle donne ridotte, ancora, nel 2024, a meri corpi tesi a soddisfare i desideri sessuali maschili, al fine di attrarre un maggior numero di visitatori alla fiera e/o a pubblicizzare meglio i prodotti esposti.

Tutto ciò è francamente inaccettabile, a fronte del drammatico fenomeno della violenza di genere che si alimenta di stereotipi di genere, ancora troppo radicati, evidentemente, nella società italiana; a fronte dell’importante lavoro quotidiano di tutela dei diritti delle donne e di sensibilizzazione sulla parità di genere che la Istituzioni, le Scuole, l’Università,  insieme a tante Associazioni come i Centri antiviolenza italiani, svolgono, anche a tutela delle giovani generazioni, al fine di divulgare il più possibile la cultura del rispetto e dell’eguaglianza di genere, in ogni ambito; a fronte del rispettoso lavoro svolto dalle giovani hostess presenti alla Fiera, che proprio tali fotografie e il commento di accompagnamento sviliscono.

Il CUG dell’Università di Parma chiede dunque un cambiamento di paradigma sui temi della parità di genere e maggior rispetto del valore dell’eguaglianza e dei diritti delle donne da parte degli organi di informazione, locale e nazionale".

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

"A Cibus visione patriarcale delle donne"

ParmaToday è in caricamento