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"Come trattare l’endometriosi?": al via un corso formativo di alta specializzazione

Intervista alla Dottoressa Michela Monica, ginecologa dell’ambulatorio di endometriosi dell’Azienda ospedaliera-universitaria dell’Ospedale Maggiore di Parma

Intervista alla Dottoressa Michela Monica, ginecologa dell’ambulatorio di endometriosi dell’Azienda ospedaliera-universitaria dell’Ospedale Maggiore di Parma che parteciperà al corso “Trattamento integrato medico e chirurgico dell’endometriosi” organizzato dall’ A.P.E. Associazione Progetto Endometriosi, che si terrà all’IRCCS Ospedale Sacro Cuore Don Calabria di Negrar di Valpolicella (VR) il 15 e 16 ottobre 2021.
 
È un corso formativo di alta specializzazione rivolto ai medici sul trattamento integrato medico e chirurgico sull’endometriosi, malattia complessa che colpisce circa 3 milioni di donne, soprattutto dai 25 ai 35 anni, quello che si terrà il 15 e 16 ottobre 2021 a Negrar di Valpolicella (VR). Due giorni con attività teoriche, pratiche e live-surgery organizzati dall’ A.P.E. Associazione Progetto Endometriosi, che unisce pazienti volontarie in Italia da oltre 15 anni, in collaborazione con l’ISSA International School of Surgical Anatomy all’IRCCS Ospedale Sacro Cuore Don Calabria, per dare la possibilità ai medici e ginecologi provenienti dal territorio nazionale, di approfondire la conoscenza della patologia ed aiutare le donne ad affrontarla. Tra i partecipanti al corso, la Dott.ssa Michela Monica, ginecologa dell’ambulatorio di endometriosi dell’Azienda ospedaliera-universitaria dell’Ospedale Maggiore di Parma, la quale spiega perché ha scelto di partecipare alle attività formative e come avviene la gestione dell’endometriosi nell’ospedale in cui lavora, per aiutare le donne che ne soffrono con le tecniche e i trattamenti terapeutici più adeguati alla singola paziente.
 
Come ha conosciuto l’A.P.E.?
«Ho conosciuto l’associazione in occasione dell’istituzione dell’ambulatorio Endometriosi della nostra Unità Operativa a Parma, ovvero nel 2014».
 
Come mai ha deciso di partecipare al corso?
«Soprattutto per confronto. La possibilità di confrontarsi con centri altrettanto qualificati e esperti nel trattamento di una patologia come l’endometriosi, dotata di innumerevoli sfaccettature ed aspetti critici, non può che essere motivo di crescita e qualificazione».
 
Ha già avuto occasione di conoscere l’endometriosi nel suo percorso di studi? Si è trovata ad avere pazienti affette da endometriosi?
«L’ambulatorio DSA Endometriosi è nato nel 2014 in seguito alla mia esperienza e quella del Dr. Martino Rolla presso strutture di riferimento nella diagnosi e trattamento dell’endometriosi (Negrar-Cagliari-Svezia). E’ da allora quindi che offriamo ad un numero sempre maggiore di pazienti consulenza e presa in carico per follow-up o trattamento medico e chirurgico secondo i criteri e le evidenze più attuali».
 
Qual è la gestione delle donne affette da endometriosi nell’ospedale in cui lavora?
«In una parola: personalizzato, come deve essere in tutti i centri di riferimento. Cerchiamo - e le nostre pazienti se ne accorgono alla prima visita - di non curare l’endometriosi, ma la paziente in ogni suo aspetto. Sappiamo come non vi sia diretta corrispondenza tra il quadro clinico e stadio di malattia, con la sintomatologia e le eventuali limitazioni di vita. E soprattutto, essendo una problematica cronica, trattiamo la paziente in base agli obiettivi riproduttivi e sintomatologici del momento e futuri. Dalla diagnosi all’eventuale trattamento chirurgico a più mani, all’accesso al percorso di procreazione medicalmente assistita o follow-up, cerchiamo di accompagnare la donna in ogni momento del suo percorso».
 
Quali sono secondo lei le necessità delle pazienti sul suo territorio?
«La Regione Emilia Romagna ha recentemente istituito un percorso, di cui facciamo parte, per la cura e gestione delle pazienti con endometriosi. Questa collaborazione inter-aziendale è volta ad assicurare alle pazienti il miglior standard di cura, offrendo la possibilità di discussione e collaborazione specie per casi complessi e, non meno importante, la crescita professionale. Abbiamo enorme cura anche del primo step diagnostico. Sempre un maggior numero di medici in formazione per la medicina generale frequentano il nostro ambulatorio e ci auguriamo porti ad una riduzione del ritardo diagnostico rispetto alla sintomatologia lamentata».
 
Cosa si augura per il futuro?
«Che il nostro centro continui a mantenere il trend di crescita di attività clinica e chirurgica di questi anni e soprattutto che le nostre pazienti, che accedono anche da fuori regione, possano essere soddisfatte del loro percorso».

 
Sul sito dell’APE - www.apendometriosi.it – ci sono tutte le informazioni utili e i progetti, per aiutare concretamente le donne affette da endometriosi e per entrare a far parte della rete nazionale. 

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