Venerdì, 24 Settembre 2021
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Commemorati i 'Sette Martiri' di piazza Garibaldi

Giuseppe Barbieri 30 anni, Vincenzo Ferrari 41 anni, Gedeone Ferrarini 39 anni, Afro Fanfoni 40 anni, Eleuterio Massari 42 anni, Ottavio Pattacini 38 anni e Bruno Vescovi 19 anni furono fucilati dalla Brigata Nera

Sono stati commemorati, questa mattina, i “Sette Martiri” di piazza Garibaldi. E’ stato reso omaggio al sacrificio dei Partigiani antifascisti fucilati in piazza il 1 settembre 1944 dalla Brigata Nera: Giuseppe Barbieri 30 anni, Vincenzo Ferrari 41 anni, Gedeone Ferrarini 39 anni, Afro Fanfoni 40 anni, Eleuterio Massari 42 anni, Ottavio Pattacini 38 anni e Bruno Vescovi 19 anni.  

Al momento hanno preso parte le massime autorità civili e militari della città. Per il Comune di Parma ha preso la parola il Presidente del Consiglio Comunale, Alessandro Tassi Carboni; in rappresentanza della Provincia, il delegato alla Pianificazione e Programmazione, Gianpaolo Cantoni; in rappresentanza delle Associazioni Partigiane, Aldo Montermini.  

Era presente il Prefetto, Antonio Lucio Garufi. Con loro hanno paratecipato i famigliari delle vittime ed i rappresentanti delle Associazioni Partigiane, con i labari delle sezioni Anpi di Collecchio, Sala Baganza e Colorno; quello di Alpi, Anpi e Anpc, quello della  Cgil, dell’Anppia, di Aned, di Anac Parma ed i rappresentanti di Isrec.  

“Ricordiamo questi eroi – ha detto il Presidente del Consiglio, Alessandro, Tassi Carboni, - che avevano nel Dna la necessità di resistere contro i soprusi, la violenza ed hanno reagito per difendere il loro modo di vivere, la libertà, la democrazia. Per questo sono stati uccisi. C’è bisogno di recuperare quel modo di essere, far tesoro della loro eredità, per costruire una comunità migliore”.  

“In questa occasione ricordiamo come Parma sia Parma – ha sottolineato Gianpaolo Cantoni – la Parma di Picelli, la Parma Medaglia d’Oro al Valor Militare. E’ una città che si raccoglie ancora oggi per dire di no al fascismo. Ricordiamo la forza straordinaria della nostra città e della provincia che, per essere libere dalla tirannia e dell’oppressione, si sono sacrificate per la nostra libertà”. 

“Ricordare – ha rimarcato Aldo Montermini – significa essere uniti anche oggi da ideali comuni in memoria di chi si è sacrificato per noi”.

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