Lunedì, 15 Luglio 2024
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Comune e istituti penitenziari: il progetto sulle responsabilità presentato agli studenti

Progetto che ha coinvolto docenti, studenti e studentesse delle scuole secondarie di secondo grado e giovani ristretti, per riflettere sulla propria storia attraverso la messa in campo di una dimensione collettiva e di processi di responsabilizzazione

Questa mattina, agli Istituti Penitenziari di Parma, è stato presentato il percorso di “Responsabilità e Relazioni-l’incontro che fa crescere” 2024, il progetto promosso dal Comune di Parma e dagli Istituti Penitenziari di Parma che ha coinvolto le scuole superiori della città. Erano presenti: Caterina Bonetti, Assessora ai Servizi Educativi; per gli Istituti Penitenziari di Parma il vice Comandante, Sost. Commissario Angelo Cacioppo, la sostituta responsabile dell’Area giuridico pedagogica Daniela Frulio, la funzionaria giuridico pedagogica Alessia Buonagrazia; Simona Scalzo per l'Ufficio Scolastico Provinciale.

“Responsabilità e Relazioni è un progetto sperimentale – ha commentato l’Assessora Bonetti - che il Comune di Parma ha portato avanti insieme agli Istituti Penitenziari e all'Ufficio Scolastico Provinciale che ringrazio per la disponibilità. Speriamo che si possa riproporre per il prossimo anno perché è stata un’esperienza davvero positiva sia per le classi sia per i ragazzi dell’Istituto Penitenziario che hanno partecipato. Questo progetto vuole anche essere un messaggio di attenzione e apertura, da parte della città, al mondo degli Istituti Penitenziari, in un’ottica di riabilitazione e reinserimento sociale, sempre in dialogo col territorio".

"Passo dopo passo – hanno commentato i rappresentanti degli Istituti Penitenziari di Parma - abbiamo costruito insieme al Comune, ai docenti e soprattutto insieme ai ragazzi lezioni di bellezza, poesia, riflessione, filosofia, libertà. È un progetto che in modo libero nasce dalla voglia di creare condivisione e si sviluppa nell’incontro dell’altro che apre alla conoscenza e al cambiamento.

Lo scambio di lettere, musica, immagini ma anche critiche, domande, commenti, come un dono che giunge inaspettato, ha innestato il seme della speranza. Continueremo a coltivare occasioni e opportunità per i ragazzi che con spontaneità dedicheranno il loro tempo gli uni agli altri, per poter perseguire, con l’intervento della comunità esterna, il percorso di rieducazione dei giovani ristretti”.

 

Simona Scalzo dell’Ufficio Scolastico Provinciale ha dichiarato: “Ringrazio le realtà istituzionali coinvolte e le Scuole per aver condiviso e sviluppato questo progetto di forte spessore civico e di profondo impatto in termini di riflessione sui temi della detenzione e dell'esercizio della responsabilità, sulla possibilità di riabilitazione che la pena si propone di perseguire, sul confronto di idee ed esperienze tra giovani studenti ed altre persone che si sono trovate a vivere esperienze profondamente differenti. Viviamo in un mondo dove le emozioni rimangono sopite e vissute attraverso uno schermo; al contrario, l’incontro fisico con il vissuto altrui permette di comprendere l'altro e di superare le differenze culturali, gli stereotipi, consentendo a chi vive esperienze carcerarie di respirare un anelito di libertà e di coltivare la speranza di una vita migliore e di riscatto”.

Responsabilità e Relazioni

Il progetto, promosso dal Comune di Parma e dagli Istituti Penitenziari di Parma, ha preso avvio nel corso dell’anno scolastico 2023-24 e ha visto la partecipazione di docenti, studenti e studentesse delle scuole secondarie di secondo grado del Liceo Scientifico Ulivi, dell’Istituto Tecnico Agrario Bocchialini, dell’ISISS Giordani, del Liceo Artistico Toschi.

Attraverso una modalità di co-progettazione il gruppo allargato Scuole di Parma e Istituti Penitenziari di Parma, grazie all’intervento del Comune di Parma e dell’Ufficio Scolastico Provinciale, ha lavorato per la creazione di un progetto di senso sia per gli studenti e le studentesse delle scuole superiori sia per i giovani adulti ristretti. L'idea condivisa è stata quella di creare a ogni ingresso di una scolaresca un incontro fra coetanei senza distinzioni fra "nostri" e "vostri" ragazzi, mettendo in atto un confronto nato dalla trattazione di temi comuni, durante una “lezione” guidata dai docenti coinvolti. Cercando di allontanare il rischio di stigmatizzazione, si è puntato sulla conoscenza dell’altro attraverso un momento condiviso volto a valorizzare le peculiarità di ogni singola persona.

Il gruppo di giovani adulti ristretti coinvolti nel progetto ha parallelamente svolto una progettualità attraverso una formula di “gruppo rogersiano”, con l’obiettivo di affrontare la responsabilità dei propri agiti e delle proprie condotte allo scopo di fornire strumenti di lettura della propria esistenza e delle eventuali carenze personologiche, relazionali e socio-ambientali che hanno agevolato il loro ingresso in carcere. Tale attività di gruppo è stata pensata allo scopo di fornire uno spazio dove sia possibile consolidare pensieri ed emozioni e favorire una più ampia consapevolezza rispetto a ciò che è emerso nel contesto degli incontri con studenti e studentesse.

L’obbiettivo perseguito, attraverso l’incontro dell’altro, è quello di sentirsi tutti parte della stessa comunità creando un nuovo modo di guardare la propria storia attraverso la messa in campo di una dimensione collettiva e di processi, sempre maggiori, di responsabilizzazione.

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