Confartigianato, a Parma e provincia 2.225 imprese a rischio

Leonardo Cassinelli, presidente di Confartigianato Imprese Parma: "Pensiamo che la riapertura andrebbe riorganizzata in base alla possibilità di garantire la sicurezza non in base ai settori"

Abbiamo ascoltato con attenzione la conferenza stampa del Presidente del Consiglio Conte e onestamente troviamo inaccettabile il modo in cui è stata impostata la fase due, che peraltro ci sembra identica alla fase uno”.

Questo il primo commento di Leonardo Cassinelli, presidente di Confartigianato Imprese Parma che prosegue: “Pensiamo che la riapertura andrebbe riorganizzata in base alla possibilità di garantire la sicurezza non in base ai settori.

Con queste scelte si stanno condannando interi comparti alla chiusura, rischiamo di andare verso la desertificazione del nostro sistema produttivo perché molti piccoli imprenditori non riusciranno più ad aprire. Onestamente non riusciamo a capire la logica di un provvedimento che è una condanna a un destino di povertà anche per molti dipendenti.

Se è possibile garantire il rapporto uno a uno, i dispositivi di protezione individuale, pulizia e sanificazione perché non è concesso anche a estetisti e parrucchieri di aprire? Sono categorie che per legge applicano già stringenti misure igienico-sanitarie e che con un protocollo appena studiato hanno individuato modalità di lavoro che vanno a integrare le disposizioni in essere. La scelta del governo non farà che favorire ulteriormente l’abusivismo che impera in questi settori, soprattutto dopo il 4 maggio, quando le persone avranno maggiore libertà di movimento.

Confartigianato ha calcolato che l’effetto combinato di mancati ricavi a causa della chiusura e della concorrenza sleale degli abusivi nei mesi di marzo, aprile e maggio causerà alle imprese di acconciatura e di estetica una perdita economica pari al 18,1% del fatturato annuo. Sarà molto difficile evitare ripercussioni sull’occupazione: i mancati ricavi mettono a rischio il lavoro 2.225 imprese con i loro dipendenti a Parma e provincia.

Abbiamo accettato tutto finora, ci hanno chiesto di stare a casa e lo abbiamo fatto e non vogliamo certo vanificare gli sforzi messi in campo, ma crediamo che sarebbe stato molto più utile stabilire regole chiare sulla sicurezza e consentire a tutti quelli che sono in grado di garantirle di riaprire – conclude Cassinelli.

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