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Confesercenti: "Mall e aeroporto: futuro incompatibile"

Altri dubbi dopo le denunce di Legambiente e associazioni ambientaliste

Confesercenti ribadisce la sua opposizione alla costruzione del Centro Commerciale che sorgerà a ridosso dell'aeroporto Verdi. Ora i commercianti tornano a parlare, dopo che Legambiente ha " colto un aspetto nuovo della vicenda e cioè l’incompatibilità  della struttura con l’aeroporto e in particolare con il futuro piano di sviluppo di quest’ultimo". 

A marzo di quest’anno Confesercenti aveva preso una netta posizione di contrarietà sulla costruzione del centro commerciale a ridosso dell’aeroporto Verdi. Il mall, con le sue poderose dimensioni, danneggerà pesantemente città e provincia, colpendo duramente le imprese commerciali già gravemente provate da una crisi che ormai dura da un decennio.

In questi giorni Legambiente ha colto un aspetto nuovo della vicenda e cioè l’incompatibilità  della struttura con l’aeroporto e in particolare con il futuro piano di sviluppo di quest’ultimo. 

Sono perciò preoccupanti le dichiarazioni fatte a difesa del progetto in sede di Consiglio Comunale, nelle quali si sostiene che le imprese del centro storico si trasferiranno nella nuova struttura di Baganzola.  Perché così facendo si impoverirà ulteriormente il centro urbano di Parma, con gli annessi e connessi problemi relativi alla sicurezza; vi sarà un’ulteriore desertificazione delle zone centrali della città.

Da anni Confesercenti sostiene che occorre una visione strategica e di prospettiva su un settore delicato quale è il commercio, che oltre ad essere una parte importante dell’economia del nostro paese (generando migliaia di posti di lavoro), è direttamente collegato al tessuto sociale e alla sicurezza delle persone; un errore che potrebbe avere pesanti conseguenze per migliaia di persone.

Ormai  sono gli stessi cittadini a farsi delle domande sul perché si perseveri nel costruire grandi centri commerciali e grandi strutture di vendita senza che ce ne sia una evidente necessità. Centri commerciali mastodontici destinati a fallire dopo aver depredato di risorse il centro cittadino.

Noi crediamo, al di là della battaglia legale, che il problema sia prettamente politico. Occorre, a nostro avviso, promuovere un modello economico sostenibile e di prospettiva che coniughi i legittimi interessi dei piccoli imprenditori, l’ambiente e l’innovazione imprenditoriale. 

La velocità del cambiamento è talmente rapida che non si può immaginare di costruire, contro ogni logica, opere previste e progettate molti anni fa e ora di fatto anacronistiche ed insostenibili.  

Proviamo a pensare alla battaglia di Legambiente e delle altre Associazioni: se fosse corretta, cosa succederà? Chi morirà tra l’aeroporto o il grande mall? 

Di errori la nostra città ne ha visti troppi: centri commerciali inutili e deserti, opere inutilizzabili come il Ponte a Nord, lo scempio del Teatro dei Dialetti, strutture commerciali non idonee (area Ikea), interconnessioni dell’alta velocità mai utilizzate, scheletri di parcheggi e via dicendo. 

È ora di dire basta e cambiare rotta finché si è in tempo.

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