Coronavirus, approvato il nuovo decreto economico: 400 miliardi di euro alle imprese

Tutte le misure stabilite dal Governo per far ripartire il settore produttivo

E' stato approvato il nuovo Decreto economico del Governo per affrontare l'emergenza coronavirus. Il Consiglio dei Ministri si è riunito lunedì 6 aprile e ha deciso di attuare una serie di misure per cercare di far ripartire l'economia del Paese.

Con il decreto approvato, infatti, viene data una liquidità immediata per 400 miliardi di euro alle imprese, 200 miliardi per il mercato interno e altri 200 per l'export; in particolare lo Stato si farà garante del 100% dei prestiti fino a 25mila euro; sono stati poi sospesi i pagamenti fiscali anche per i mesi di aprile e maggio.

A tutela degli asset strategici nazionali contro le scalate ostili, è stata estesa la golden power al settore finanziario, creditizio, assicurativo, a energia, trasporti, acqua, salute, sicrurezza alimentare, cybersicurezza, robotica. Per quanto riguarda la giustizia è stato esteso lo stop alle udienze non urgenti e della sospensione dei termini fino all'11 maggio. 

Il Governo ha trovato la quadra stabilendo di garantire per le piccole e medie imprese (fino a 499 dipendenti) ma anche per professionisti: 100% dei prestiti fino a 25 mila euro senza alcuna valutazione del merito di credito; 100% fino a 800.000 euro senza valutazione dell'andamento dell'azienda, di cui 90 dallo Stato e 10 da Confidi; 90% fino a 5 milioni di euro senza valutazione dell'andamento dell'azienda. 

In particolare, come spiegato dal ministro dell'economia Roberto Gualtieri in conferenza stampa, i prestiti garantiti dallo Stato potranno arrivare fino al 25% del fatturato delle imprese o al doppio del costo del personale.

Le misure adottate prevedono garanzie da parte dello Stato per un totale circa di 200 miliardi di euro concesse attraverso la società SACE Simest, del gruppo Cassa Depositi e Prestiti, in favore di banche che effettuino finanziamenti alle imprese sotto qualsiasi forma.

In particolare, la garanzia coprirà tra il 70% e il 90% dell’importo finanziato, a seconda delle dimensioni dell’impresa, ed è subordinata a una serie di condizioni tra le quali l’impossibilità di distribuzione dei dividendi da parte dell’impresa beneficiaria per i successivi dodici mesi e la necessaria destinazione del finanziamento per sostenere spese ad attività produttive localizzate in Italia.

Le imprese con meno di 5.000 dipendenti in Italia e un fatturato inferiore a 1,5 miliardi di euro ottengono una copertura pari al 90% dell’importo del finanziamento richiesto e per queste è prevista una procedura semplificata per l’accesso alla garanzia; la copertura scende all’80% per imprese con oltre 5.000 dipendenti e un fatturato fra 1,5 e 5 miliardi di euro e al 70% per le imprese con fatturato sopra i 5 miliardi. 

L’importo della garanzia non potrà superare il 25% del fatturato registrato nel 2019 o il doppio del costo del personale sostenuto dall’azienda; per le piccole e medie imprese, anche individuali o partite Iva, sono riservati 30 miliardi e l’accesso alla garanzia rilasciata da SACE sarà gratuito ma subordinato alla condizione che le stesse abbiano esaurito la loro capacità di utilizzo del credito rilasciato dal Fondo Centrale di Garanzia.

Il decreto potenzia anche il sostegno pubblico all’esportazione, per migliorare l’incisività e tempestività dell’intervento statale. L’intervento introduce un sistema di coassicurazione in base al quale gli impegni derivanti dall’attività assicurativa di SACE sono assunti dallo Stato per il 90% e dalla stessa società per il restante 10%, liberando in questo modo fino a ulteriori 200 miliardi di risorse da destinare al potenziamento dell’export.

Credito di imposta per le mascherine

Nella bozza del decreto legge si legge come sia previsto un credito di imposta del 50% anche sull'acquisto di mascherine e di altri dispositivi di protezione individuale.

La disposizione estende "le tipologie di spese ammesse al credito d’imposta attribuito per le spese di sanificazione degli ambienti e degli strumenti di lavoro" includendo quelle relative all’acquisto di dispositivi di protezione individuale (quali, ad esempio, mascherine chirurgiche, Ffp2 e Ffp3, guanti, visiere di protezione e occhiali protettivi, tute di protezione e calzari), ovvero all’acquisto e all’installazione di altri dispositivi di sicurezza atti a proteggere i lavoratori dall’esposizione accidentale ad agenti biologici o a garantire la distanza di sicurezza interpersonale (quali, ad esempio, barriere e pannelli protettivi)", si legge nella relazione al decreto.

Sono, inoltre, compresi i detergenti mani e i disinfettanti.Il credito d’imposta è attribuito a ciascun beneficiario, fino all’importo massimo di 20.000 euro , nella misura del 50 per cento delle spese sostenute fino al 31 dicembre 2020, e comunque nel limite di spesa fissato in 50 milioni di euro.

Sospese le tasse

Sono sospesi i versamenti di Iva, ritenute e contributi per i mesi di aprile e maggio, in aggiunta a quelle già previste con il “Cura Italia”. In particolare: IVA, ritenute e contributi sospesi per soggetti con calo di fatturato di almeno il 33% per ricavi/compensi sotto i 50 milioni e di almeno il 50% sopra tale soglia; sono sospesi in ogni caso i detti versamenti per i soggetti che hanno iniziato ad operare dal 1° aprile 2019.

Per i residenti delle 5 province più colpite (Bergamo, Brescia, Cremona, Lodi, Piacenza), sospensione versamento IVA se calo del fatturato di almeno il 33% a prescindere dalla soglia di fatturato dei 50 milioni; ripresa dei versamenti a giugno, con la possibilità di rateizzazione in 5 rate. La sospensione delle ritenute d’acconto sui redditi da lavoro autonomo prevista dal decreto “Cura Italia” viene estesa anche alle scadenze di aprile e maggio. È esteso al 16 aprile il termine per i versamenti in scadenza il 20 marzo scorso e la scadenza per l’invio della Certificazione Unica è stata prorogata dal 31 marzo al 30 aprile.

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