La pandemia da Covid-19 non ferma il bracconaggio

Il parmigiano Fabio Ghirardi, presidente Associazione Italiana Esperti d'Africa, lancia l'allarme: "Nei mesi di lockdown, con lo stop al turismo in Africa, il numero di uccisioni di rinoceronti ed elefanti è aumentato"

Il coronavirus, ha cambiato le nostre vite e modificato le nostre abitudini ma alcune pratiche non sono cambiate. Tra i tanti aspetti negativi della pandemia troviamo anche il bracconaggio. Pratica illegale di uccisione degli animali per vari scopi, prevalentemente economici. Il parmigiano Fabio Ghirardi, direttore della AIEA (Associazione Italiana Esperti d'Africa) lancia l'allarme: "Il lockdown ed il relativo stop del turismo in Africa ha dato campo libero ai bracconieri di rinoceronti ed elefanti facendo si che le uccisioni di queste specie, già in via di estinzione, negli ultimi due mesi siano aumentate".

L'AIEA, che si occupa da più di 10 anni di conservazione, salvaguardia delle specie in via di estinzione, da diversi anni è impegnata attivamente, grazie al progetto Poaching Prevention Academy, anche nell'antibracconaggio, formando i rangers che dei principali parchi della fascia sub-equatoriale. La protezione di questi animali, spiega Ghirardi, è fornita appunto dai rangers che quotidianamente pattugliano le aree interessate ma una parte importante è data dai turisti che inconsapevolmente giocano un ruolo fondamentale nell'antibracconaggio. Innanzitutto perchè più persone in savana "disturbano" i bracconieri ed anche perchè le politiche di conservazione di alcuni Paesi fanno si che parte degli introiti legati al turismo vadano in progetti di conservazione. Un altro apsetto da non sottovalutare è la perdita di posti di lavoro legati al turismo, ad oggi, solo in un'area del South Africa, almeno 5000 famiglie hanno perso il lavoro.

La mancanza di ammortizzatori sociali, inevitabilmente porta a deliquere, si pensi che un corno di rinoceronte al mercato nero può arrivare a costare un milione di dollari! Con la mancanza di lavoro e la necessità di sfamare la propria famiglia si è registrato anche un aumento del bracconaggio di altre specie "commestibili", definito appunto bracconaggio di sussistenza. Il bracconaggio ad oggi è una piaga durissima che coinvolge tutto il Mondo, si pensi che nello spillover del covid-19 pare sia coinvolto il pangolino africano, bracconato per le scaglie della sua corazza e la sua carne consumata poi nel sud-est asiatico.

Questi traffici generano introiti per miliardi di dollari, portando addirittura il contrabbando del corno di rinoceronte al quarto posto dei business illegali dopo il traffico di armi, droga ed esseri umani, portando soldi a gruppi terroristici spietati come Al Qaeda o Al Shabaab. Purtroppo il lockdown ha generato un aumento del bracconaggio non solo in Africa ma anche nel resto del mondo. In Italia alcune associazione del settore hanno segnalata l'incremento delle uccisioni di ungulati, lupi ed altre specie. Noi, conclude Ghirardi, appena sarà possibile torneremo negli Stati africani ad addestrare i rangers e a difendere la biodiversità che oggi più di altre volte abbiamo capito essere bioricchezza.

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