Coronavirus, il Centro Antiviolenza di Parma è aperto regolarmente: colloqui via Skype

Le operatrici che si turnano di giorno in giorno nel rispetto delle direttive e delle limitazioni previste per fronteggiare l’emergenza

Il Centro Antiviolenza di Parma rimane aperto regolarmente negli orari ordinari con una presenza ridotta del numero delle operatrici che si turnano di giorno in giorno nel rispetto delle direttive e delle limitazioni previste per fronteggiare l’emergenza Coronavirus. L’accoglienza delle donne è garantita telefonicamente o via Skype o comunque da remoto e non vengono fissati appuntamenti alle donne in ufficio, ciò anche per le donne già in percorso che ne abbiano necessità. Rimane la segreteria attiva 24 ore al giorno. Anche per lo sportello dislocato di Fidenza sono garantiti colloqui telefonici Attive anche le case rifugio: garantiamo il contatto, telefonico o da remoto, con le donne delle case e a cui provvediamo a portare le cose di cui hanno necessità (spesa ecc.). Garantiamo la reperibilità e l’ospitalità in emergenza nel rispetto però delle normative in vigore e tutelando anche i nuclei già presenti nelle case. Sono sospese tutte le altre attività di formazione - prevenzione, equipe, supervisioni, assemblee. 

Tutti i Centri Antiviolenza dell'Emilia-Romagna hanno preso la decisione di rimanere aperti, garantendo la reperibilità telefonica, prediligendo modalità di colloquio tramite video-chiamata e predisponendo colloqui personali per situazioni di emergenza (adottando le dovute misure di prevenzione e contingentamento illustrate dai DPCM), senza fermare le attività di sostegno alle donne che subiscono violenza:

La decisione di rimanere aperti lascia la possibilità alle donne di sapere che possono rivolgersi ai Centri Antiviolenza della nostra regione, essendo ora più che mai costrette in casa e assoggettate al controllo del partner violento tra le mura domestiche. Come ci suggeriscono i Centri, invitiamo le donne a contattarli quando vanno a buttare l’immondizia, in farmacia o a fare la spesa, attraverso una telefonata, un SMS, un messaggio di WhatsApp.

Inoltre, come ribadito, anche dalla Ministra alle Pari Opportunità e la famiglia, Elena Bonetti, «è importante che le donne sappiano che possono uscire e recarsi ai Centri Antiviolenza dichiarando che lo fanno per stato di necessità, mantenendo la riservatezza sulla causa specifica senza dichiarare altro motivo. Inoltre non è necessario avere il documento per la mobilità in casa, lo si può compilare all'atto del controllo». Anche le Case rifugio proseguono la loro attività, vengono comunque frequentate dalle operatrici rispettando le indicazioni, per supportare le donne ospiti soprattutto quelle con bambine e bambini, che, con scuole e agenzie educative chiuse e senza una rete familiare di supporto, sono totalmente a carico delle madri. Ricordiamo, infine, che è sempre attivo 24 su 24 il numero verde gratuito 1522 dedicato alle richieste di aiuto e sostegno alle vittime di violenza e stalking

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