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Coronavirus, il Pd: "Aprire un tavolo di lavoro per la Fase 2"

Le proposte del gruppo consiliare in Comune

"In questi giorni sui media nazionali  - si legge in una nota del Gruppo Consiliare Pd in Comune - sentiamo molto parlare di fase 2 e di ripresa. Apertura graduale delle attività, allentamento delle restrizioni individuali. La transizione sarà complessa e richiederà grande responsabilità da parte di tutti, cittadini, imprese, amministrazioni. Queste ultime sono chiamate poi a svolgere un importante compito di mediazione rispetto a quelle che, di necessità, saranno le direttive nazionali e regionali. Cosa può fare un Comune? Certamente applicare i provvedimenti nazionali, ma non bisogna attendere che il quadro venga definito nel dettaglio per avviare una riflessione progettuale che possa poi mettere, al momento della pubblicazione delle linee guida di Governo, nelle condizioni di ripartire, quanto più possibile, in sicurezza e senza addossare tutto il carico di adattamento ai privati. Ad esempio, a fronte di una riapertura di uffici e negozi, il carico di persone “fuori casa” aumenterà in modo consistente e non si tratterà solo di vigilare sul rispetto, da parte di aziende e negozi, delle normative, così come per le attività extra lavorative dei cittadini. Qualora le esigenze legate al trasporto pubblico ad esempio, fossero analoghe, sarebbe impensabile contingentare gli accessi ai mezzi pubblici in orario di punta, senza offrire un aumento di servizio.

Stesso discorso per il carico sul commercio. Attualmente, la chiusura di molte aziende, la flessibilità di altre, l’accesso a negozi e supermercati si è fisiologicamente diluito su diversi giorni e orari della settimana. Sappiamo invece che in una situazione di “normalità” ci sono orari e giornate in cui il carico aumenta, in corrispondenza della chiusura degli uffici. E ancora, la mancata riapertura di asili e scuole rappresenta un problema per chi, avendo dei figli, deve rientrare al lavoro e non sarà possibile fare affidamento, come sovente avviene, sul welfare familiare. Per questo pensiamo che l’istituzione, da parte del Comune, di un tavolo di confronto con le imprese grandi, medie e piccole del territorio, le associazioni di categoria e le parti sociali per trovare soluzioni che permettano una flessibilità positiva e produttiva, in termini di orari di lavoro, smart working, telelavoro e conciliazione sia fondamentale in questo momento e non possa essere rimandata. Perché se le norme saranno nazionali, la loro applicazione sarà locale, così come il controllo che dovrà essere puntuale e continuativo, ed è fondamentale che l’intera comunità ragioni sulle modalità “sostenibili” da un punto di vista umano della ripresa, che siano adattabili al contesto territoriale. Altrimenti il rischio che, anche questo passaggio, pesi più sulle spalle di alcuni è concreto ed è ciò che una amministrazione deve cercare di evitare. Pensiamo infine che si renda necessaria, nel breve periodo, l’istituzione di un servizio informativo ad hoc sulle misure via via assunte da Governo, Regione e Comune, per chiunque abbia richieste o domande". 

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