Gli specializzandi: "Vicini ai pazienti come se fossero nostri familiari"

"Ci portiamo a casa un grande carico si stanchezza di frustrazione: all'inizio dell'emergenza non c'erano i mezzi e le risorse per riuscire a gestire tutto nel migliore dei modi"

Sono giovani specializzandi di Parma di varie specialità che stanno vivendo in prima linea, in queste settimane, la battaglia per sconfiggere il coronavirus. Si recano nelle residenze per anziani di città e provincia per fare screening ai pazienti ed effettuare ecografie toraciche. 

Di cosa vi occupate, in particolare, all'interno della battaglia che tutti i sanitari stanno portando avanti per sconfiggere il Covid-19? 

"Siamo un gruppo di specializzandi, andiamo nelle Cra della provinvia e cerchiamo di fare uno screening ai pazienti che ci vengono segnalati dai medici di famiglia e dai medici della struttura. Mentre gli specialisti di Malattie Infettive e di Pneumologia fanno un percorso clinico noi effettuiamo delle ecografie toraciche per valure eventualmente il quadro polmonare dei pazienti". 

Qual'è la parte più dura del vostro lavoro? 

"Riuscire ad immedesimarci nella dimensione extraospedaliera, non siamo abituati a gestire i pazienti in ospedale e cerchiamo di portare la nostra esperienze ospedaliera fuori ed è difficile perchè non abbiamo  gli stessi strumenti che abbiamo all'interno della struttura sanitaria". 

C'è qualcosa in particolare che vi rimane impresso nella mente alla fine dei turni di lavoro? 

"Alla fine dei turni di notte notiamo i pazienti soli che vedono il personale sanitario bardato con tute e mascherine: nei loro occhi si vede sempre una luce di speranza. Vedono in noi le persone che possono aiutarli e che si prendono cura di loro, nonostante i loro parenti siano tutti a casa. In quel momento ti senti di essergli vicino come se fosse un tuo familiare: è quello che puoi fare di meglio per prenderti cura di loro". 

Quele esperienze portate a casa alla fine di una nottata ? 

"Mi porto a casa un grande carico di stanchezza e di frustrazione: soprattutto all'inizio non si riusciva a gestire nel miglior modo possibile tutto quello che si voleva perchè non c'erano i mezzi e le risorse. Adesso le cose stanno un pochino migliorando e ci sentiamo più appagati del lavoro che stiamo svolgendo". 

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