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Covid-19, a Parma aumentano i contagi sul posto di lavoro: 1014 casi

Il 69% sono donne

Secondo il recente rapporto Inail appena presentato, i contagi da coronavirus sul luogo di lavoro a livello nazionale hanno ormai superato la soglia dei 131.000 casi.
In questo scenario l’Emilia Romagna con 10.338 casi rappresenta il 7,9% degli infortuni sul totale nazionale, di questi 7.561 sono donne (73%), mentre 2.777 (27%) sono uomini.

Nella provincia di Parma si registrano 1.014 casi, di cui 699 donne (69%) e 315 uomini (31%) con un’incidenza del 9,8% sul dato della Regione.

Una lettura del report, e del suo trend crescente, la forniscono gli esperti legali che osservano come nel rapporto azienda e lavoratore in materia di Covid vi sia un aspetto di criticità nel rapporto con le ATS, Agenzia di Tutela della Salute: 

“L’impasse – spiega l’avv. Irene Pudda di Rödl & Partner, esperta in privacy & labour compliance – è dovuta al fatto che il datore di lavoro non è autorizzato a comunicare ai colleghi il nominativo di un dipendente risultato positivo. L’azienda è tenuta a fornire all’ATS le informazioni necessarie perché quest’ultima possa assolvere ai compiti previsti dalla normativa emergenziale e, contemporaneamente, ha facoltà di domandare ai possibili contatti stretti di lasciare cautelativamente i locali aziendali, ma è l’ATS che ha la potestà di contattare i lavoratori per poi applicare le opportune misure di quarantena.”

Il rischio, così facendo, è che le aziende lascino operativi interi reparti o uffici con il pericolo di diffusione del virus, non solo tra i dipendenti che sono stati a contatto diretto con il soggetto contagiato, ma anche tra i loro famigliari e i conoscenti.

“Tuttavia non si può fare diversamente – chiarisce l’avv. Pudda di Rödl & Partner – La procedura è volta a tutelare la privacy del lavoratore risultato positivo al coronavirus. Certo, come è facile immaginare, procedere alla disinfezione della postazione di lavoro, delle attrezzature utilizzate e degli spazi comuni frequentati dal dipendente, domandare ai possibili contatti stretti di lasciare cautelativamente i locali aziendali, nonché isolare o chiudere gli uffici in cui il dipendente ha lavorato garantendone allo stesso tempo la totale riservatezza è di difficile applicazione.”

Nel dettaglio della rilevazione dell’INAIL in Emilia Romagna le denunce di infortunio causa Covid-19 sono per il 23,8% dei casi localizzate nella provincia di Bologna con 2.459 infortuni, seguita da quella di Reggio Emilia con 1.415 casi (13,7%), Modena con 1.401 (13,6%), Parma con 1.014 casi (9,8%), Rimini con 943 casi (9,1%), Piacenza con 870 casi (8,4%), Ferrara con 811 casi (7,8%), Ravenna con 744 casi (7,2%) e infine Forli-Cesena con 681 casi (6,6%).

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