Covid, nuove regole per i locali: "A Parma a rischio decine di imprese e posti di lavoro"

I proprietari: "L'impegno delle imprese per garantire la sicurezza sanitaria va compensato per evitare un peggioramento della crisi del settore"

Con le nuove regole, introdotte dal Dpcm in vigore fino al 13 novembre, i proprietari dei locali saranno ancora una volta coinvolti nella gestione dell'emergenza Covid-19 e subiranno le conseguenze, a livello economico, delle nuove decisioni prese per contrastare la diffusione del coronavirus. I proprietari dei locali e i commercianti di Parma chiedono aiuti economici, soprattutto per quanto riguarda le tasse e le imposte. 

"Con l'entrata in vigore del nuovo DPCM le imprese del settore della somministrazione sono state ancora coinvolte nel processo di azioni per contrastare la diffusione del virus e ancora una volta i nostri imprenditori in pochi giorni si sono già adattati alle disposizioni che proseguiranno fino al 13 novembre. Sono stati riconfermati i protocolli di sicurezza sanitaria ma sono stati  introdotti alcuni nuovi impegni, come il non servire clienti in piedi dalle ore 21 né tantomeno cedere loro cibi e bevande pronti da consumare all'esterno. Anche i clienti sono responsabilizzati in quanto è stato introdotto il divieto di stazionamenti e consumo in pubblica via nei pressi degli esercizi commerciali. Siamo tutti quindi coinvolti in queste azioni di contrasto e nessuno può sottrarsi.

"Rispetteremo anche questo provvedimento ma servono con urgenza sostegni economici per mantenere in stabilità il nostro sistema economico. Questa sarà una ulteriore perdita di fatturato, già al 50% dell'anno scorso - afferma Massimo Delle Donne, presidente Fiepet Parma -. I politici, il Governo ma anche ogni Comune, devono per forza rivedere la fiscalità generale e i tributi  locali, molti di noi altrimenti non ce la faranno ad andare avanti, viste anche le previsioni per i prossimi mesi".

 "La nostra salute, di chi lavora con noi e quella dei nostri clienti, è ovviamente la priorità - spiega il presidente della Fiepet - Confesercenti Emilia Romagna Massimo Zucchini in una nota - e siamo i primi ad essere preoccupati per l'aumento dei contagi. Ma non è  certamente la chiusura anticipata di bar e ristoranti, la soluzione, i quali hanno già dimostrato ampio senso di responsabilità; si  rischia invece di mettere a terra i pubblici esercizi, già molto provati da questo difficile periodo; peraltro non si può affermare che  la loro riapertura abbia fatto impennare i contagi, come dimostrano gli studi sulle fonti di contagio".

"La situazione è illogica e sta diventando insostenibile, in questi giorni ad esempio sta arrivando la rata della Tariffa Rifiuti a ristoranti e bar - evidenzia Stefano Cantoni, responsabile degli esercizi pubblici e turistici di Confesercenti - un nostro associato nel 2019 per 6 mesi, ha pagato 2500 euro, quest'anno sarebbero 2200, uno sconto assurdo, perché purtroppo si è dimezzato il lavoro e si producono evidentemente meno rifiuti, oltre ad aver chiuso totalmente per tre mesi. Un ambulante ha fatto le rate per l'lnps ma ora il Durc risulta negativo e rischia i posteggi se non paga tutto in una volta. Sono solo pochi esempi ma dimostrano  che ci vuole più impegno da parte politica, in prospettiva occorrono più riduzioni fiscali e previdenziali, cose semplici, fatti concreti".

Per quanto riguarda l'orario di chiusura alle ore 24 evidenziamo infine che con l'arrivo del freddo e del brutto tempo, gli  assembramenti notturni esterni, sulla pubblica via, si sono sempre ridotti da soli nelle nostre città, quindi auspichiamo che presto  questo provvedimento possa essere superato.

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