Mercoledì, 4 Agosto 2021
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Scuola: obbligo di vaccinazione per gli insegnanti

E' una delle misure possibili contro la diffusione della variante Delta

Cabina di regia mercoledì 21 luglio e poi, nello stesso giorno, Consiglio dei ministri per varare i provvedimenti necessari a tenere sotto controllo il diffondersi della variante Delta. Questo il cronoprogramma che, salvo cambiamenti in corsa, ha in mente il presidente del Consiglio Mario Draghi, che deve però fare i conti con sensibilità molto diverse nella sua maggioranza, in particolare per quanto riguarda l'estensione dell'uso del green pass (che dovrebbe essere introdotto per discoteche e ristoranti al chiuso, secondo le ultime indiscrezioni).

Sul tavolo della cabina di regia e del Cdm ci sarà a breve un tema molto scottante, quello della scuola e del possibile obbligo di vaccinazione per gli insegnanti per garantire lezioni in presenza per tutti da settembre. "Noi - ha detto il ministro Patrizio Bianchi - ci troveremo questa settimana col Consiglio dei ministri e la decisione sull'obbligo vaccinale o meno per gli insegnanti andrà presa dall'intero collegio". Salvini ha già detto chiaramente no, ma anche in altre forze di governo l'ipotesi solleva molti dubbi.

Nel giorno in cui l'Italia supera la soglia del 50% dei vaccinati over 12 con entrambe le dosi, l'obbligo del vaccino anti-Covid, in particolare per il personale scolastico, torna a dividere le forze politiche: il Pd ne chiede l'applicazione per i prof ma dalla Lega arriva un secco 'no'. Palazzo Chigi procede con la massima prudenza.

"Le vaccinazioni sono una priorità assoluta, invitiamo il governo a prendere iniziative stringenti", chiede il leader dem, Enrico Letta, auspicando il massimo impegno affinché le scuole rimangano aperte contro "il disastro" della Dad. Diversa la posizione del segretario del Carroccio, Matteo Salvini, per il quale va messa in sicurezza la popolazione "dai 60 in su, da 40 a 59 scelgano, per i giovani non serve", dice. E aggiunge: "parlare di obbligo per studenti di 13 o 14 anni o per gli insegnanti non fa parte del mio modo di pensare un paese libero; entro settembre si stima di arrivare oltre il 90% di copertura volontaria fra gli insegnanti. Che senso ha parlare di obblighi o licenziamenti a scuola?". La replica di Letta non tarda ad arrivare: "Salvini ride e scherza. Penso che questo atteggiamento sia completamente irresponsabile". Il leghista replica: "il caldo fa brutti scherzi". Il ministro della Salute, Roberto Speranza, ritiene che "nel dibattito sui vaccini non sono ammissibili ambiguità da parte di nessuna forza politica". Anche il segretario di Italia Viva, Matteo Renzi, attacca: "dire che non bisogna vaccinarsi sotto i 40 anni è una follia".

Anief: "No all'obbligo"
"Anief continua a ritenersi contraria a qualsiasi obbligo di vaccinazione, non certo per motivi ideologici, ma semplicemente perché la vera priorità rimane quella si svolgere le lezioni a scuola in sicurezza in ambienti sufficientemente ampi. Nessun riferimento, del resto, è stato sinora fatto dai rappresentanti del Governo sull'obbligo vaccinale: lo stesso ministro della Salute, Roberto Speranza, ha ricordato qualche giorno fa che fino ad oggi 'siamo all'85% di persone che operano nelle scuole che hanno ricevuto almeno la prima dose: è sbagliato far passare un messaggio che non riconosca che siamo di fronte a un dato robusto. Detto questo dobbiamo ancora lavorare perchè questo numero possa salire'. Ma non è obbligandoli che si potrà risolvere la questione. Ancora di più perché il Garante della Privacy si è espresso sul fatto che 'è illegittimo per il datore di lavoro chiedere i dati delle vaccinazioni ai propri lavoratori, a meno di un intervento legislativo'". E' quanto si legge in una nota dell'Anief. Marcello Pacifico, leader Anief, ricorda, infine, che ''l'assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa ha fatto sapere ai Paesi membri che occore garantire che i cittadini siano informati sul fatto che la vaccinazione non è obbligatoria e che non è possibile politicamente, socialmente o in altro modo mettere sotto pressione i cittadini e i lavoratori per farsi vaccinare, se non desiderano farlo in solitudine. Stiamo parlando di diritti costituzionali, non di opinioni personali. Non permetteremo che vengano meno per fare spazio ad opinabili ideologie politiche". "Il ritorno in sicurezza -conclude- passa per l'aggiornamento del contratto sulla sicurezza in vigore nelle scuole, sviluppato sulla base delle linee guida introdotte un anno fa con un protocollo condiviso a livello nazionale: in quell'accordo c'erano concetti come lavoro agile, rivisitazione dei criteri del dimensionamento scolastico, reclutamento per favorire la continuità didattica. Si riparta da lì, non da imposizioni prive di fondamenti costituzionali"

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